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Lunedì 20 Novembre 2017 | 03:17

Naufragio Norman Atlantic iniziato svuotamento relitto

Naufragio Norman Atlantic iniziato svuotamento relitto
(di Isabella Maselli)
BARI – Ad un anno dall’incendio che il 28 dicembre scorso trasformò il Norman Atlantic in un relitto alla deriva nel mare in tempesta al largo dell’Albania, il traghetto potrebbe finalmente restituire i corpi almeno di alcuni dei 18 dispersi che potrebbero essere rimasti nella sua 'pancià. Dispersi che si aggiungono alle 11 vittime accertate del naufragio della motonave che partì dalla Grecia diretta ad Ancona con circa 500 passeggeri.

Sono infatti cominciate le operazioni di svuotamento (tecnicamente 'smassamentò) del traghetto ormeggiato nel porto di Bari, con le quali gli inquirenti puntano ad accertare le eventuali responsabilità connesse al naufragio, e a ritrovare i corpi che mancano all’appello. "L'attività di svuotamento dalle carcasse delle auto – dicono – è cominciata ieri sul ponte 5, quello più esterno, e proseguirà nelle prossime settimane. Le vetture completamente distrutte dalle fiamme e irrecuperabili, vengono direttamente mandate a smaltimento. La fase più delicata sarà quella di svuotamento dei ponti 3 e 4, dove gli inquirenti ipotizzano che sia scoppiato l’incendio e dove potrebbero esserci prove e cadaveri".

Il naufragio avvenne nei giorni più freddi dell’inverno, con la neve che cadeva fitta e con il mare in tempesta che complicò e ostacolò le operazioni di soccorso e di recupero della nave, operazioni di soccorso che si protrassero per giorni dopo l'incendio. La magistratura barese dovrà accertare se le condizioni del mare fossero troppo proibitive per affrontare la traversata, e se a bordo vi fossero tutte le attrezzature di emergenza funzionanti.

Sul relitto, ormeggiato dal febbraio scorso di fronte al terminal crociere del porto di Bari, è in corso da alcuni mesi un incidente probatorio chiesto dalla Procura per accertare le cause dell’incendio, la gestione delle fasi di salvataggio, ma soprattutto la funzionalità di tutti gli impianti a bordo. Dopo l'apertura lo scorso giugno del portellone di poppa, una serie di sopralluoghi effettuati sul relitto da parte dei periti nominati dal giudice e dalle parti, sono iniziati anche gli accertamenti sulle due scatole nere e sui computer di bordo.

Nell’indagine della Procura, coordinata dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, sono indagate 12 persone per i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio plurimo e lesioni con centinaia di parti offese. Le accuse sono ipotizzate nei confronti dei due legali rappresentanti della società greca Anek, noleggiatrice del traghetto, un dipendente della stessa società Anek, il cosiddetto supercargo (addetto alle fasi di imbarco), l’armatore Carlo Visentini, il comandante Argilio Giacomazzi e sette componenti dell’equipaggio.

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