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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:09

Ginefra-Ravetto, la rottura poi le nozze dopo  la lettera sulla «Gazzetta»

Ginefra-Ravetto, la rottura poi le nozze dopo  la lettera sulla «Gazzetta»
BARI - Il 12 novembre scorso, sulle colonne del nostro giornale, il deputato barese del Pd, Dario Ginefra, aveva tentato l'ultima chance con la sua amata, Laura Ravetto, che l'avevascaricato con un tweet annunciando che era una donna libera. Ginefra, un passato da consigliere comunale di Bari, aveva scritto una lettera che il nostro giornale titolava così in prima pagina: “Dite a Laura che l’amo e che rimane speciale“. A quanto pare, la freccia di Cupido è andata a segno: i due hanno deciso di sposarsi. Nell’albo pretorio del Comune di Milano compare infatti la loro pubblicazione di nozze, datata 25 novembre. Le nozze, riporta il documento, saranno celebrate a Roma.

Ecco il testo della lettera pubblicata da La Gazzetta
So benissimo che nei modi attuali di rac contare la politica, il privato e il pubblico si  sovrappongono e si mischiano fino a risultare quasi indistinguibili. Questo perché i  processi di personalizzazione della politica han no segnato un'accelerazione vorticosa.
Ma anche perché ormai, nel groviglio dei social media, informazione, comunicazione e vite personali formano un coacervo com patto e inestricabile. Per cultura, per  formazione, e soprattutto per quel riserbo che ha sempre contraddistinto il mio carattere, cerco, nei limiti del possibile, di separare e tenere distinti aspetti che, a mio modo di vedere, appartengono a sfere umane differenti.
Ecco perché alla richiesta di  commentare questa fase dolorosa della mia storia d'amore con  Laura, ho preferito ripararmi dietro un apparentemente freddo e  asettico "no comment". Non una maniera di fuggire o di na scondermi. Ma una forma per cercare di preservare una persona  speciale che per me è stata e continua ad essere la più importante  della mia vita. Perché la condivisione di una parte della propria  esistenza con un'altra persona è un fatto intimo e prezioso. È  materia delicata che non può essere trattata con la stessa di sinvoltura con cui si affronterebbe un evento mondano. Che è la  ragione per cui, nel corso della storia che ha legato me e Laura, ho  preferito schivare il clamore delle telecamere e degli obiettivi che  ricercavano a tutti i costi la "coppia bipartisan".
La stessa ragione  per cui, al di là delle difficoltà che possono contrassegnare  un'unione e che, in estremo, possono condurre alla sua possibile  ma da me non auspicata fine, trovo  preferibile salvaguardare e tutelare un  vissuto che in ogni caso non può essere  messo tra parentesi. E dunque, in piena  franchezza, non riesco ad assuefarmi a  certi modi di fare "cronaca politica" che  strillano la fine di una storia sentimen tale, soffermandosi sui dettagli in ma niera morbosa. Anche questo, ormai, fa  parte dell'informazione, lo capisco. Ma  proprio non ce la faccio ad abituarmi. E  dunque, rispetto a me e al mio vissuto  ribadisco il "no comment". Ma al tempo stesso avverto l'esigenza di  sottolineare che Laura è una persona straordinaria, unica, che va  apprezzata per il suo intelletto prima ancora che per la sua fisicità,  con i suoi limiti, come ogni essere umano, ma che considero una  donna che non può essere dipinta come la "piacente" parlamentare  sempre "in tanga", la "caccia" al cui cuore è aperta. Ma perchè una  donna deve essere oggettivizzata persino da un'altra donna, quan do invece è quotidianamente sul campo con il suo lavoro, questo sì  apprezzato in modo bipartisan!
Ribadisco: politica e amore sono  due percorsi differenti e distinti. Entrambi però hanno in comune  una cosa: si nutrono di passione. Quella passione per cui vale la  pena di lottare fino alla fine. Anche quando si sa di dover affrontare  battaglie che potrebbero rivelarsi difficili e dolorose, ma per le  quali vale la pena combattere con tutte le energie.

Dario Ginefra
* Deputato Pd

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