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Sabato 25 Novembre 2017 | 08:30

Sentenza processo escort  7 anni e 10 mesi a Tarantini Gianpi: «Sono sconvolto» La D'Addario: «Non ho perso, la sentenza mi ha dato ragione»

Sentenza processo escort  7 anni e 10 mesi a Tarantini Gianpi: «Sono sconvolto» La D'Addario: «Non ho perso, la sentenza mi ha dato ragione»
BARI – Quattro condanne, tre assoluzioni e l'invio degli atti alla procura perché valuti se contestare il reato di intralcio alla giustizia a Silvio Berlusconi e quello di falsa testimonianza a cinque delle ragazze che, tra il 2008 e il 2009, parteciparono alle 'feste elegantì nelle residenze dell’allora premier e che, forse in cambio di danaro, avrebbero mentito ai giudici baresi. Dopo 5 ore di camera di consiglio, è questo il verdetto del processo 'Escort' che si è concluso a Bari.

Una sentenza severa che ha disposto condanne quasi tutte per il solo reato di reclutamento di prostitute: 7 anni e 10 mesi per Gianpaolo Tarantini che portò 26 giovani donne ed escort, affinché si prostituissero, al leader di Forza Italia; un anno e 4 mesi per Sabina Began, 'l'ape reginà dei party berlusconiani; 3 anni e 6 mesi per Massimiliano Verdoscia e 2 anni e 6 mesi per il pr milanese Peter Faraone, entrambi amici di Gianpi. Sono state invece assolti da tutte le accuse Francesca Lana, Letizia Filippi e Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo.

I giudici della seconda sezione penale (presidente Luigi Forleo) hanno ritenuto non sussistente il reato di associazione per delinquere e non hanno riconosciuto alcun risarcimento dei danni alle quattro donne (Patrizia D’Addario, Cinzia Caci, Graziana Capone e Terry De Nicolò) costituitesi parte civile e che reclamavano risarcimenti complessivi per quasi 1,5 milioni. Solo Patrizia D’Addario aveva chiesto un milione di euro per danni morali, di immagine e di salute. La donna, dopo la lettura della sentenza, è stata colta da malore ed è stata portata con codice rosso, in ambulanza, al policlinico di Bari.

Il suo avvocato, Fabio Campese, ha spiegato ai giornalisti che D’Addario, in preda alla disperazione per il mancato risarcimento, ha ingerito 40 compresse di Eutirox, un farmaco per la tiroide, e ha lasciato una lettera nella quale gli scrive "Fai giustizia e aiuta la mia famiglia". Poi ha spiegato la sua posizione nel processo, nato dalle sue dichiarazioni, e "ha parlato della sua famiglia". La escort più famosa d’Italia è comunque fuori pericolo: ha subito una lavanda gastrica e sarà dimessa tra due giorni.

Tornando alla sentenza, la procura dovrà ora valutare la posizione di Berlusconi (già imputato a Bari assieme a Valter Lavitola per aver indotto Tarantini a mentire nel processo Escort) per il reato di intralcio alle giustizia e di falsa testimonianza per Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e di Dino Mastromarco, quest’ultimo ex autista di Gianpaolo Tarantini.

Gianpi dice di essere "sconvolto e dispiaciuto per come è andata". "Credo – aggiunge – che la pena sia davvero molto alta". Per questo farà ricorso. Su Berlusconi, invece, ripete: "E' una persona buona e generosa, quando sei in difficoltà ti dà una mano, come è successo a me, ma non mi ha mai chiesto di mentire". Sul 'gentil sessò, spiega che "se c'è una cosa che nella mia vita ho sempre rispettato sono le donne, figuriamoci se avrei mai fatto quello di cui mi accusano, obbligarle a prostituirsi".

Ricordando poi quelle serate, Gianpi spiega che "chiunque, uomini e donne, mi chiedevano di partecipare alle feste a casa di Berlusconi o almeno di conoscerlo, perchè Berlusconi non è solo un politico, è un mito".

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