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Venerdì 24 Novembre 2017 | 15:57

D'Addario dall'ospedale «Non ho perso e sentenza mi ha dato ragione» 

D'Addario dall'ospedale «Non ho perso e sentenza mi ha dato ragione» 
BARI – "Non ho perso, non sono stata sconfitta. Certo, la delusione per il mancato risarcimento è enorme ma sono uscita riabilitata da una sentenza che ha accertato i fatti come io li ho dichiarati nel 2009". Lo afferma Patrizia D’Addario dal policlinico di Bari, dove è ricoverata in condizioni non gravi, dopo aver tentato ieri il suicidio ingerendo 40 compresse di Eutirox nel parcheggio del Tribunale di Bari. La donna è stata poi soccorsa dal 118 e portata in codice rosso al pronto soccorso.

"Certo – dice la donna tramite il suo legale Fabio Campese – la delusione per il mancato risarcimento è enorme, ma ho fiducia nel mio avvocato che procederà con l'appello perchè sono stata ingiustamente danneggiata per anni dalle conseguenze di questa vicenda".

Il tentativo di suicidio è seguito alla sentenza sulle giovani donne ed escort portate da Gianpaolo Tarantini, tra il 2008 e il 2009, nelle residenze private di Silvio Berlusconi. La sentenza ha disposto, tra l’altro, la condanna di Tarantini a 7 anni e 10 mesi per aver reclutato donne affinchè si prostituissero con l’allora premier, ma ha escluso ogni risarcimento dei danni alle parti civili. Tra queste c'era Patrizia D’Addario che aveva chiesto danni per un milione di euro. Da qui la decisione della donna di ingerire un quantitativo massiccio di farmaci.

"Le conseguenze di quanto accaduto – spiega l’avv.Campese - erano prevedibili da Tarantini sotto il profilo dell’eco mediatica negativa per Patrizia D’Addario. La mia assistita ha avuto il coraggio di sostenere la pubblica accusa nello scoperchiare il pentolone di quello che si cucinava in casa di Berlusconi. La reazione disperata di Patrizia è stata immediatamente conseguente alla lettura della sentenza i cui esordi di condanna severa per Tarantini e Massimiliano Verdoscia (condannato a 3 anni e 6 mesi, ndr) lasciavano presupporre ed auspicare l’invocato risarcimento che, invece, è stato negato alla fine".
"Dalla sentenza, che piaccio o non piaccia – conclude il legale – bisogna prendere atto che Patrizia non è stata mai una menzognera".

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