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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 03:03

Rettore della Lum accusato di riciclaggio: udienza dal gup

Rettore della Lum accusato di riciclaggio: udienza dal gup
BARI - Con la costituzione delle parti è cominciata, dinanzi al gup del Tribunale di Bari Francesco Agnino, l’udienza preliminare al termine della quale si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio di tre imputati accusati di aver riciclato danaro del clan mafioso Parisi di Bari. I soldi furono "ripuliti" – ritengono gli inquirenti – tramite operazioni immobiliari eseguite da Emanuele Degennaro, rettore dell’Università Lum.

Rispondono di concorso in riciclaggio con l'aggravante di aver agevolato un associazione mafiosa il rettore Degennaro, il boss del rione Japigia di Bari Savinuccio Parisi e Vincenzo Lagioia, ritenuto prestanome del defunto Michele Labellarte (presunto cassiere del clan).

Stando alle indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla Procura antimafia di Bari, nel 2002 l’acquisto di un appartamento al Baricentro avrebbe consentito di riciclare 6 miliardi di vecchie lire. Il defunto boss di Valenzano (Bari) Michelangelo Stramaglia avrebbe infatti affidato il denaro a Labellarte perchè lo cambiasse in euro. I 3,8 milioni di euro sarebbero stati riciclati attraverso un fittizio contratto preliminare di compravendita di immobili fra una società del gruppo Degennaro e Lagioia, prestanome di Labellarte.

Su richiesta della difesa di Lagioia, il processo è stato rinviato al prossimo 27 gennaio quando sarà ascoltato in qualità di testimone Nicola Settanni, ex genero di Stramaglia, attualmente imputato nel processo Domino per i reati di usura ed estorsione in concorso col boss Parisi.

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