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Lunedì 20 Novembre 2017 | 03:16

Sud Est, nuova inchiesta sulla stazione inquinata Noe: danni da idrocarburi

Sud Est, nuova inchiesta sulla stazione inquinata Noe: danni da idrocarburi
BARI -La prima inchiesta, già a processo, mira a ottenere la condanna dei responsabili dell’inquinamento. Ma sulla stazione barese delle Ferrovie Sud-Est, e sui terreni circostanti contaminati da metalli e idrocarburi, è scattato un secondo fascicolo di indagine. Nel mirino stavolta c’è il danno ambientale, che potrebbe essere ben più ampio di quanto finora accertato. Per questo la Procura di Bari ha fatto acquisire i documenti che provano cosa c’è sotto i binari della più importante ferrovia privata della Puglia, che a Bari ha una stazione a pochi passi in linea d’aria dal centro cittadino.Il fascicolo è affidato al pm Domenico Minardi, che nei giorni scorsi ha affidato la delega ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Le acquisizioni documentali vanno avanti da alcuni giorni e hanno riguardato, oltre che le analisi dell’Arpa e le delibere della ex Provincia di Bari, anche la documentazione relativa alla lottizzazione Immoberdan, confinante con la stazione Sud-Est: è proprio da quello scavo che è emersa, tre anni fa, l’evidenza dell’inquinamento causato sia dall’utilizzo di sistemi per il rifornimento dei treni non a norma, sia dall’impianto di lavaggio dei convogli che - in base a quanto accertato dalla Polizia provinciale - avrebbe scaricato nel terreno invece che nell’apposito depuratore.

Nel fascicolo è stato acquisito anche l’articolo con cui, il 20 ottobre, la «Gazzetta» ha raccontato della prima indagine, quella condotta dal pm Baldo Pisani. A carico dell’amministratore unico di Sud-Est, Luigi Fiorillo, e di un altro dirigente della società, viene ipotizzato l’esercizio di una discarica abusiva all’interno della stazione: il decreto penale emesso dalla Procura è stato opposto, e dunque ora dovrà essere celebrato il processo.

Ma a porsi il problema dell’estensione del danno provocato dalle Sud-Est, oltre che il ministero dell’Ambiente (ha delegato la Forestale) è anche il Comune di Bari. Con una lettera del 21 ottobre, il giorno dopo l’articolo della «Gazzetta», l’assessorato all’Ambiente ha infatti convocato la Città metropolitana, l’Arpa, la Asl Bari e la Regione oltre che, per la prima volta in assoluto, anche le Sud-Est. Il 6 ottobre scorso, infatti, l’Arpa ha attestato che «si potrebbe prospettare una situazione di inquinamento più estesa rispetto alle zone esaminate», ovvero l’area della lottizzazione Immoberdan: è dunque necessario svolgere ulteriori analisi in tutta la zona, alle spalle della ex fabbrica Fibronit, in cui potrebbero essersi infiltrati gli idrocarburi e i metalli originati dalla stazione delle Sud-Est.

Dovrà ora essere la Regione a promuovere un tavolo tecnico per coordinare l’avvio delle analisi. Ma sarà necessario anche chiarire qual è la situazione nel suolo delle Ferrovie Sud-Est, interessato da un piano di messa in sicurezza al momento non ancora concluso. Sia il Comune di Bari che l’Arpa, interpellati dalla «Gazzetta», hanno garantito che quella tipologia di inquinamento non pone pericoli per le persone, pure se negli scorsi mesi alcuni documenti sembravano attestare il contrario: lo stabiliranno i carabinieri del Noe.

Nel frattempo, la questione dell’inquinamento è al centro di una causa civile che Immoberdan ha intentato a Sud-Est per ottenere il risarcimento dei danni (oltre 12 milioni): l’udienza è fissata al 10 dicembre, e la società ferroviaria ministeriale ha chiamato in giudizio anche la Regione proprietaria del suolo che ospita la stazione. Sud-Est ha già 240 milioni di debiti e questo mese non ha pagato gli stipendi: piove sempre sul bagnato. [m.s.] 

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