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Sabato 18 Novembre 2017 | 07:41

Bari, il delitto a Japigia «Prima il colpo al torace poi quello alla testa Il killer aveva concesso un «rinvio» alla vittima

Bari, il delitto a Japigia «Prima il colpo al torace poi quello alla testa  Il killer aveva concesso un «rinvio» alla vittima
di GIOVANNI LONGO
BARI - Prima il proiettile al torace. Poi, quando Beppe Sciannimanico era a terra, il colpo di grazia. Dietro la testa, anche se non a bruciapelo. Freddezza e precisione. Un killer professionista potrebbe avere ucciso su commissione. Oppure, semplicemente, chi aveva deciso di eliminare l’agente immobiliare barese aveva una certa dimestichezza con le armi. Dalle indagini sull’omicidio avvenuto lunedì scorso in via Tenente De Liguori spuntano altri particolari. La Squadra mobile di Bari, coordinata dal pm Francesco Bretone sta lavorando senza sosta per dare un volto e un nome allo spietato sicario. «Possibile che nessuno abbia visto?», si chiedono i famigliari. «Se qualcuno sa qualcosa non abbia paura», aggiungono.

Qualche giorno dopo l’esecuzione è possibile ricostruire con più precisione le ultime 24 ore della vittima. Domenica con amici e famiglia. Tanti cugini che sono come fratelli per lui e che oggi ancora non credono al modo in cui Beppe se ne è andato. Una serata piacevole e allegra, quella di domenica sera. Un amico salutava la compagnia per andare a vivere in Olanda dove aveva trovato lavoro.

Lunedì Beppe non aveva molti appuntamenti di lavoro. Nel pomeriggio lo chiamano dall’agenzia. Un cliente che nei giorni precedenti gli aveva dato buca può finalmente fargli vedere una casa da mettere in vendita nel quartiere Japigia. A metà della scorsa settimana - la data risulta dall’agenda di Beppe - l’uomo misterioso si presenta come «signor Lorusso». Chiaramente - ma questo la vittima non poteva saperlo - un cognome falso, tra l’altro così diffuso in città. Beppe si era precipitato in via Tenente De Liguori, civico 21. Ma del potenziale (falso in realtà) cliente non c’è traccia. Oppure, chissà, chi dice di chiamarsi Lorusso è nascosto da quelle parti, studiando i comportamenti di Beppe a sua insaputa. Una prova generale per calcolare i tempi di quello che sarebbe avvenuto qualche giorno dopo?

E torniamo a lunedì. Il misterioso cliente dice che oltre a vendere casa, vorrebbe acquistarne un’altra. Doppie provvigioni in vista. Un buon affare che capita al momento giusto. Beppe, infatti, ha deciso di mettere su famiglia. Così, disdice un altro appuntamento che aveva con un’altra signora è si precipita a Japigia. Da settembre Teconocasa gli affida anche questa zona. Lui che mette in contatto acquirente e venditori di immobili tra Palese e Santo Spirito, è molto bravo nel suo lavoro. In lui viene individuato il (giovane) uomo che, a soli 28 anni, può aprire una filiale a Japigia. Per le pratiche si «appoggia» sull’agenzia di via Cairoli. Ma ha già visto il locale, non lontano da una farmacia, dove vuole aprire la «sua» di agenzia.

Qualcuno tra i suoi colleghi di lavoro o i concorrenti potrebbero essere stati accecati dalla gelosia? Non ci sono elementi per sostenere questa ipotesi, ma gli inquirenti ritengono che la pista più battuta sia quella legata al suo lavoro. Residuale, ma non abbandonata, la pista «passionale».

Secondo appuntamento, dunque, lunedì 26 ottobre probabilmente proprio con quel signore che dice di chiamarsi «Lorusso». Ore 18.30. Non si esclude che Beppe, puntuale com’era, fosse arrivato in anticipo. Parcheggia lo scooter davanti al civico 21. Si toglie il casco e aspetta qualche minuto. Poi si dirige verso un angolo. Forse si affaccia per vedere se verso via Gentile spunta il suo potenziale cliente. Forse riconosce, chissà, il suo assassino.

Nessuna telecamera ha filmato l’esecuzione. Ma la Polizia sta visionando altre immagini della zona alla ricerca di elementi utili. Intanto, proseguono gli accertamenti sul telefono della vittima e sulla sua agenda. Risentite alcune persone informate sui fatti già ascoltate nell’immediatezza dei fatti.

La traccia del telefono utilizzato da chi si sarebbe spacciato per un inesistente signor Lorusso, dietro il quale, chissà, potrebbe nascondersi il sicario, porterebbe in un paese a qualche chilometro lontano da Bari. Quì sarebbe stata acquistata la scheda telefonica. Gli agenti avrebbero già contattato chi risultava formalmente l’intestatario. L’uomo sarebbe caduto dalle nuvole. Qualcuno, infatti, sarebbe riuscito a impossessarsi della sua identità e ad attivare la scheda «taroccata». Un altro tassello, forse, di un piano studiato da tempo, chissà da chi, per eliminare un agente immobiliare di 28 anni come se fosse il capo di un’organizzazione criminale. La domanda resta la stessa. Perché?

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