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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:51

Milano, rapina da 200mila euro a macellaio vicino ai «narcos» Presa una banda nord barese

Milano, rapina da 200mila euro a macellaio vicino ai «narcos» Presa una banda nord barese
MILANO – Cinque rapinatori sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di aver messo a segno un’ingente rapina al titolare di una macelleria islamica di Milano. L’uomo, infatti, secondo quanto riferito, sarebbe stato al vertice di un giro di stupefacenti e per questo motivo avrebbe avuto la disponibilità di ben 200 mila euro, che gli sono stati sottratti in casa.
Nell’abitazione dell’uomo, in via Polesine, i rapinatori - tutti originari del nord barese – si erano presentati il 21 maggio 2014, presentandosi con pistole e pettorine dei carabinieri. Poi erano fuggiti con la somma. 
Il macellaio, un marocchino di 30 anni, è stato denunciato per riciclaggio e ricettazione. Gli investigatori del commissariato Mecenate hanno scoperto che era il cassiere degli spacciatori magrebini di Corvetto e che il suo appartamento (attaccato al negozio di carni) era una sorta di banca clandestina dove depositare il denaro in attesa di spedirlo in Africa. Infatti, i rapinatori hanno trovato i soldi in confezioni sottovuoto e nascosti sotto il letto e nelle gambe. Gli arrestati sono 5 ma ci sarebbero almeno altri due complici con ruoli minori che non sono stati ancora identificati.
L'ideatore del colpo sarebbe Francesco Sassi, di 45 anni, che è un sorvegliato speciale e ha precedenti per associazione per delinquere, incendio, riciclaggio, ricettazione e furto. L'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata all’ ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) dove è detenuto dal maggio scorso per una pena di 3 anni. Sarebbe lui ad aver avuto la soffiata per i soldi del macellaio ma è rimasto all’esterno durante il colpo. Gli altri arrestati sono Pio Donato Sassi, di 51 anni, Pasquale Policastro (55), Antonio Ciani (33), Carmine Bilanzuoli (41). A esclusione di Ciani sono tutti sorvegliati speciali e hanno precedenti anche per associazione a delinquere. Bilanzuoli, inoltre, ha scontato una condanna per l’omicidio di un’anziana commesso nel 1997 durante una rapina in abitazione a Minervino Murge, il paese pugliese in cui è nato. I cinque hanno compiuto un sopralluogo nel palazzo della vittima il 21 maggio 2014 e poi hanno colpito il 28. Dopo la rapina hanno portato via il server con i filmati del condominio ma, secondo quanto raccontato dagli investigatori di Mecenate, il portiere aveva salvato una copia per sicurezza e l’ha consegnata agli agenti.

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