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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:23

Disabili, la Città metropolitana non può pagare gli educatori a scuola: assistenza a rischio

Disabili, la Città metropolitana non può pagare gli educatori a scuola: assistenza a rischio
BARI - Gli studenti diversamente abili che hanno problemi di vista e di udito, 74 ragazzi che frequentano gli istituti superiori di Bari e provincia, da lunedì potranno contare sull’aiuto degli assistenti alla comunicazione, personale qualificato in grado di affiancare i docenti di sostegno per decoficare il braille, il metodo di lettura e scrittura dei non vedenti, e la lingua dei segni utilizzata dai sordi. Gli altri con handicap gravi, inclusi gli autistici, 377 alunni che hanno diritto all’assistenza specialistica, dovranno invece aspettare la metà di novembre per essere affiancati dagli educatori.

Ma al di là dei ritardi relativi alla partenza del servizio, che comunque stanno mettendo in difficoltà sia i diversabili che i loro compagni di classe, oltre alle famiglie, il problema è che il servizio potrebbe essere sospeso a dicembre. La Città metropolitana, nata sulle ceneri dell’ex Provincia e che ha ereditato la competenza e il funzionamento delle scuole superiori, ha fondi limitati. «In cassa - spiega il consigliere metropolitano con la delega ai Servizi sociali Giuseppe Valenzano - ci sono 600mila euro, risorse sufficienti per coprire l’assistenza specialistica per due mesi».

Le famiglie degli studenti e le associazioni dei portatori di handicap sono in agitazione. Per la prima volta dopo tredici anni i ragazzi con differenti disabilità, inclusi coloro che hanno particolari difficoltà di relazione, potrebbero ritrovarsi a essere parcheggiati in classe, senza che nessuno si prenda cura di loro. In assenza di finanziamenti straordinari, da gennaio a 451 ragazzi, che per essere messi in condizione di fare progressi hanno bisogno di una particolare attenzione, verrebbe negato un aiuto fondamentale che ha l’obiettivo di migliorare il livello di integrazione e di inserimento sia in classe sia nella realtà sociale, attraverso il potenziamento dell’autostima e dell’autonomia personale.

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