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Lunedì 20 Novembre 2017 | 10:17

Ateneo di Bari, valzer di dirigenti Revocata avvocatura a Prudente?

Ateneo di Bari, valzer di dirigenti Revocata avvocatura a Prudente?
di LUCA BARILE

BARI - È un posto che «scotta» l’avvocatura dell’Università, negli ultimi giorni. Una scossa di assestamento, con epicentro nel Palazzo di giustizia, sta facendo tremare la terra sotto i piedi del dirigente la struttura legale, l’ex direttore generale dell’Ateneo Gaetano Prudente, ritornato di recente nel suo vecchio ruolo dopo la scadenza dell’incarico di vertice. Imputato nel processo sull’assegnazione di una borsa per la specializzazione in Cardiologia, nell’estate del 2012, l’ex d.g. si ritrova nello stesso ufficio che occupava all’epoca dei fatti per i quali ha chiesto, venerdì scorso, il giudizio abbreviato.

Che fare nei confronti del dirigente, che ha firmato documenti in cui la magistratura inquirente ci ha visto reati come il falso ideologico?

La vicenda, lo ricordiamo, è quella di un posto nelle scuole di specializzazione medica, rimasto vacante ad urologia, quindi assegnato alla chirurgia plastica, infine revocato a quest’ultima ed assegnato alle malattie dell’apparato cardiovascolare. Beneficiaria fu la figlia dell’allora direttore amministrativo dell’Università Giorgio De Santis, prosciolta nell’ambito dell’inchiesta.

Per Prudente, si fa strada l’ipotesi di uno spostamento ad altro dipartimento. Con la conseguenza, però, che all’avvocatura andrebbe un altro dirigente, e così via fino a riempire tutte le caselle dei sette dirigenti universitari. Una rotazione che, in teoria, potrebbe giovare all’Università alla ricerca di una rinnovata credibilità, ma non indolore per gli equilibri consolidati. Da escludere, invece, l’eventualità di una sospensione, prassi parecchio in voga negli ultimi anni.

L’attuale rettore, Antonio Uricchio, ha scelto un profilo garantista: «A rigor di legge – dice alla “Gazzetta” – preferisco attendere almeno il primo grado di giudizio. Circa la situazione dell’avvocatura – aggiunge – mi sto consultando sul da farsi con il nuovo direttore generale (Federico Gallo, entrato in carica il mese scorso - n.d.r.)».

Nella precedente gestione dell’Ateneo invece ci fu una serie di indagini interne, sospensioni e commissariamenti. Fulminea fu, in particolare, la sospensione del docente odontoiatra Francesco Inchingolo, accusato di assenteismo (ma poi assolto nei procedimenti disciplinari) da un servizio di «Striscia la notizia». L’ex rettore Corrado Petrocelli, adesso, è coimputato nello stesso processo di Prudente. Anche lui con l’abbreviato.

Un terzo, ed altrettanto caldo fronte è quello del risarcimento. L’Università non si è costituita parte civile.

«Avrebbe avuto un valore sostanzialmente dimostrativo, privo di qualsiasi concreta utilità» commenta il professor Nicola Grasso, associato di Diritto costituzionale all’Università del Salento.

«La disciplina vigente – spiega Grasso - assegna alla Corte dei conti la giurisdizione in materia di risarcimento del danno all’immagine, subito da una pubblica amministrazione in caso di delitti commessi da un proprio dipendente».

Come finirà, si vedrà alla fine del processo. I reati ipotizzati sarebbero in gran parte nei documenti dell’epoca. In qualità di capo dell’avvocatura, Prudente avrebbe consegnato a Petrocelli un parere su come interpretare il bando di concorso per la specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare. Indicazioni a cui il rettore si sarebbe attenuto, firmando il decreto per l’assegnazione della borsa alla De Santis.

Quell’interpretazione, però, pare fosse in rottura con la prassi degli anni precedenti, anche rispetto alle altre sedi accademiche italiane. Di qui, il dubbio che l’assegnazione della borsa sia stata pilotata. I reati contestati, a vario titolo, sono di falso, abuso d’ufficio e usurpazione di funzioni pubbliche. Ha chiesto l’abbreviato anche un altro ex dirigente dell’Ateneo, nel frattempo andato in pensione. Come in pensione è pure De Santis, il quale però si è riservato di chiedere in seguito il rito alternativo. Il processo inizierà a febbraio prossimo. Le indagini della Procura sono iniziate da un esposto di un medico foggiano, l’assegnatario della borsa che poi andò a cardiologia. Il giovane, che aveva scelto la chirurgia plastica, aveva già firmato il suo contratto per la specializzazione, quando la borsa gli fu revocata.

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