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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:26

Docente Unibas condannata per concussione e peculato

Docente Unibas condannata per concussione e peculato
POTENZA – Il Tribunale di Potenza ha condannato a una pena complessiva di nove anni di reclusione, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, una docente dell’Università della Basilicata, Albina Colella, accusata di concussione e peculato per fatti avvenuti tra il 1999 e il 2001, relativamente a progetti legati all’attività didattica e all’uso di un gommone di proprietà dell’Ateneo.

Il pm, in aula, aveva chiesto otto anni di reclusione, che il giudice, Aldo Gubitosi, ha aumentato a nove (cinque anni per la concussione e quattro per il peculato). Il progetto di ricerca riguardava le risorse idriche in Val d’Agri, finanziato dalla Regione con fondi europei. Secondo l’accusa, alcuni ricercatori avrebbero "restituito" parte dei loro compensi – circa cento milioni di lire in totale – in base a una richiesta della professoressa (all’epoca direttore del Dipartimento di Scienze Geologiche dell’Unibas), serviti poi per pagare altri docenti, senza una necessaria documentazione fiscale. Colella si è difesa, in aula, spiegando di non essersi impossessata del denaro, che invece serviva per il prosieguo del progetto. Uno dei docenti, però, ha dichiarato al giudice di non aver preso quei soldi, e di aver collaborato per "interesse scientifico".

Per quanto riguarda il gommone, invece, l’accusa ha ipotizzato che venisse usato dalla professoressa per motivi personali e non legati alla ricerca, contestando anche il fatto che la manutenzione del natante avveniva in Puglia (secondo la Colella in Basilicata non vi erano officine specializzate in questo settore). L’avvocato della docente, Leonardo Pinto, dopo la lettura del dispositivo, ha spiegato che "la sentenza non risponde all’esito dell’istruttoria dibattimentale" e che "l'impugnazione in appello sarà su elementi oggettivi che escludono la sussistenza dei reati contestati".

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