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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:25

«Da medico vi chiedo di vaccinare i vostri figli»

«Da medico vi chiedo di vaccinare i vostri figli»
di Cinzia Germinario

Da circa vent’anni mi occupo di vaccinologia. In questi giorni siamo assistendo a un allarme causato dall’abbassamento delle coperture vaccinali che potrebbe far ritornare malattie, anche mortali, che ormai erano scomparse da tempo come il morbillo, la pertosse, la difterite. La disinformazione prodotta da movimenti antivaccinisti sulla validità dei vaccini vengono raccolte su siti web o opuscoli «non attendibili» che lanciano allarmi su «possibili effetti collaterali», su ingredienti pericolosi o, peggio, su legami con l'insorgenza di questa o quella malattia.

Molte famiglie si collegano al web, senza verificare la qualità dell'informazione. Non seguono le indicazioni del ministero della Salute e non chiedono consigli a persone competenti. Così tanti bambini non vengono sottoposti ai richiami vaccinali. Su internet si trova di tutto, anche che l’uomo non è mai andato sulla Luna o che il vaccino fa venire l’autismo. Internet ha permesso un tipo di informazione e comunicazione nella quale ogni interlocutore ha lo stesso peso: scienziati e persone che esprimono opinioni personali senza avere le competenze necessarie come ad, esempio, l’attore Jim Carrey.

Ricordiamo che ogni anno in Italia ci sono donne che arrivano alla seconda o terza gravidanza ancora suscettibili di rosolia, che prendono la rosolia da qualche bambino che frequenta i loro primi figli e che poi danno alla luce bambini con rosolia congenita che può comportare problemi di cataratta e malformazioni. Tutto questo non è accettabile nel 2015.

La copertura vaccinale in Italia è al limite della soglia di sicurezza; per questo è necessario approvare al più presto un nuovo Piano nazionale in materia. Le vaccinazioni sono considerate fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, ma continuano in qualche misura a far paura. I dati del ministero si riferiscono alle coperture vaccinali a 24 mesi d'età e riguardano la maggior parte delle immunizzazioni offerte gratuitamente: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae b, morbillo, parotite e rosolia.

I dati sono ancora contenuti, ma è il trend degli ultimi due anni che preoccupa le autorità sanitarie, l'andamento «in netta diminuzione delle coperture a 24 mesi», rileva l'Iss, «rende indispensabile interventi urgenti. La situazione tende progressivamente a peggiorare e rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo».

Nel 2015 si sono verificati casi di malattie infettive che non si vedevano da tempo: un bambino deceduto in Spagna per difterite, 4 casi di meningite da Haemophilus influenzae ba Roma, un decesso per morbillo a Bologna. Tutto ciò non è accettabile!

Un esempio eclatante di come possano diffondersi scetticismo e paure resta quello recente delle notizie su un presunto collegamento tra vaccini ed autismo che hanno inondato la Rete malgrado tale legame sia stato escluso da tempo da tutti gli studi scientifici più attendibili.

Tra la gente comune la questione vaccino Sì o No resta oggetto di dibattito, malgrado la grandissima parte della comunità scientifica non abbia dubbi sul fatto che i benefici sono nettamente superiori ai rischi. I dubbi sono dovuti al fatto che si è persa la memoria storica delle epidemie che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano intere generazioni.

Ci sono certamente delle controindicazioni per chi si sottopone alle vaccinazioni e che vanno tenute considerate, ma i rischi legati alle vaccinazioni sono di gran lunga inferiori alle malattie che devono prevenire. I vaccini possono dare effetti indesiderati come le convulsioni febbrili. Gli eventi gravi come le reazioni allergiche di tipo anafilattico sono molto rari. Dati confermati da numerosi lavori scientifici.

A livello nazionale possiamo dire che circa 5.000 bambini ogni anno non vengono vaccinati contro malattie come poliomielite, difterite e tetano. Sono invece 10.000 i bambini che ogni anno non vengono vaccinati nei tempi dovuti per il morbillo e la rosolia Se questi bambini non vaccinati da adulti, viaggiando per il mondo, dovessero capitare in Paesi nei quali virus come quello della polio non sono stati debellati, si troveranno in pericolo non essendo protetti.

Non si può neanche pensare di non vaccinare il proprio figlio perché si trova in condizioni di buona salute: le vaccinazioni sono medicinali che non vanno somministrate ai malati ma ai sani proprio per mantenerli in salute e stimolare la loro normale capacità di reagire e difendersi dalle infezioni.

A proposito della notizia di sanzionare e rimuovere gli operatori sanitari del Servizio sanitario nazionale (Ssn) che sconsigliano le vaccinazioni in età pediatrica, sulla base di informazioni false o non verificate, va detto che la proposta (avanzata dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi) merita un chiarimento. I media hanno riportato un’interpretazione errata e il ministro Lorenzin ha chiarito che non si tratta di radiazione dall’Albo professionale, ma di altra collocazione che non sia quello del Ssn che si occupa di prevenzione.

C’è poi il caso dell’antinfluenzale, una delle vaccinazioni che più ha subito cali negli ultimi anni, complici anche allarmi poi rientrati sulla sua presunta pericolosità. La scorsa stagione influenzale, a causa della diffusione di notizie infondate, è stata quella con il minor numero di persone vaccinate in Italia: ha scelto di proteggersi infatti solo il 49% degli over 65, la percentuale più bassa degli ultimi 10 anni. Una stagione caratterizzata però da un'incidenza medio-alta, con 108 ammalati ogni 1.000 assistiti, e parecchi casi gravi (485), e decessi (160) rispetto a quella del 2013-2014.

Da qui il rinnovo, come ogni anno, dell'appello degli esperti a vaccinarsi, soprattutto per le categorie più a rischio. E quello dell'influenza viene considerato «un problema di sanità pubblica», dal momento che provoca ogni anno circa 40.000 morti nell'Unione europea. È partito lo scorso 5 ottobre, con oltre 150 telefonate in un giorno, il numero verde «Vaccini e vaccinazioni» – 800561856, il call center nazionale, attivo ogni lunedì dalle 10 alle 18 per la durata di un anno, che risponde alla richiesta di ulteriori informazioni per aderire alle offerte di vaccinazione.

Uno sforzo congiunto, che vede collaborare igienisti, ricercatori, pediatri e medici di medicina generale nel fondamentale compito di informare gli utenti sull’importanza delle vaccinazioni e sui rischi connessi alle malattie prevenibili da vaccino. Il consiglio che mi sento di dare in questo momento è quello di seguire le indicazione basate solo su evidenze scientifiche senza ascoltare naturopati, omeopati, vegani che pretendono di curare le malattie con prodotti naturali e non con le vaccinazioni che sono e rimarranno gli unici validi rimedi per la prevenzione delle malattie infettive.

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