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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:29

«Sulla sedia a rotelle ci negano la terapia»

di VALENTINO SGARAMELLA
«Sulla sedia a rotelle ci negano la terapia»
di VALENTINO SGARAMELLA

BARI - Carlo e Maddalena Pacione non ce la fanno più. Fratello e sorella, 59 anni lui e 47 lei, sono costretti su una sedia a rotelle. Dalla nascita sono affetti da tetraparesi spastica. Sono anche non vedenti. Si sono rivolti alla Gazzetta per lanciare una richiesta di aiuto alla Asl. Hanno necessità di effettuare un trattamento fisioterapico ogni giorno. La presenza del fisioterapista è garantita da una visita fisiatrica che l’Asl dispone periodicamente a casa dei due fratelli, a Santo Spirito. L’Asl ha stipulato una convenzione con una impresa privata che invia un fisioterapista. Ma dal 15 settembre, secondo quanto racconta Maddalena, l’Asl ha interrotto i trattamenti.

«Ci guardi – dice Maddalena – noi siamo così come ci vede, non è mai accaduto che sospendessero il trattamento». Maddalena continua: «Prima erano prescritte tre sedute a settimana ma con il tempo sono scese a due. Dal 15 settembre la fisioterapia non viene più praticata, pare riprenderà il 15 novembre». Ad assistere i due fratelli sono gli anziani genitori. Vito Pacione 91 anni: «Non che la fisioterapia comporti la guarigione o il miglioramento della malattia. Tuttavia, almeno il paziente rimane in condizioni stabili».
Vito aggiunge: «Quando la badante va via, la sera, non ce la facciamo più a metterli nemmeno a letto. Mia moglie 83enne e cardiopatica e spesso cadono in terra».

Carlo, fratello di Maddalena spiega: «La presenza del fisioterapista aiuta un po’ a mantenere un minimo di elasticità. Siamo meno rigidi». Ancora Maddalena: «Ci hanno detto che l’Asl non avrebbe più risorse per pagare la società che invia il fisioterapista».

Chiediamo di parlare con il fisioterapista. Utilizza un cellulare per non vedenti. Una voce registrata guida Maddalena a contattare il numero desiderato. Il tecnico chiede l’anonimato. « L’istituzione fondamentale è l’Asl. Essa stabilisce il numero di prestazioni da fornire, la frequenza ed il periodo di riabilitazione». Formula un’ipotesi: «Con ogni probabilità l’Asl deve contenere i costi e sta riducendo all’osso la fornitura di prestazioni a domicilio. La conseguenza è che l’utente finale, ossia Maddalena e Carlo, sono danneggiati».

Hanno sospeso la fisioterapia. Dopo la sospensione, si attendono altri 2 mesi per l’espletamento delle pratiche e poi si ricomincia. Un fisiatra della Asl si recherà nuovamente in casa Pacione per verificare che realmente i due fratelli siano malati di tetraparesi spastica. «Uno dei paradossi della sanità pubblica italiana è che sanno bene che i fratelli sono ammalati dalla nascita; che senso ha ripetere la visita periodicamente? È una malattia neurologica cronica e progressiva». Se viene meno la fisioterapia «cominciano le retrazioni muscolo- tendinee, stasi venose, dolori diffusi».

La replica di Vito Montanaro, direttore generale Asl: «Gli assistiti destinatari di trattamenti riabilitativi domiciliari autorizzati dal Distretto unico di Bari hanno ultimato un ciclo di terapia iniziato il 14 luglio scorso e concluso a metà settembre ed inizieranno un secondo ciclo di riabilitazione domiciliare il 3 novembre prossimo», secondo il piano terapeutico redatto ed autorizzato dalla Asl Bari. «Un piano – spiega Montanaro - del quale si è fatta carico successivamente la struttura accreditata erogatrice ».
Ancora il direttore: «La breve interruzione della terapia domiciliare non incide in alcun modo sulla continuità terapeutica, che la Asl assicura normalmente ai soggetti affetti da disabilità permanenti, con l’attenzione e la sensibilità che da sempre caratterizza l’istituzione».

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