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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 21:29

Georgiani dal «braccio lungo» così colpivano nei negozi

BARI - Per ora i furti scoperti sono stati cinque, ma i carabinieri ritengono che abbiano all'attivo numerosi colpi. I Carabinieri della stazione Bari San Nicola hanno arrestato due giorgiani di 36 e 33 anni, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Bari.

I due stranieri, pregiudicati per reati specifici, nei pomeriggi dei fine settimana, approfittando della folla di cittadini e turisti che si aggira per i negozi del centro, in particolare tra piazza Umberto e via Sparàno, si sono ritenuti responsabili di diversi furti con destrezza ai danni di ignari clienti.

In particolare, il più giovane dei due, a cui sono stati attribuiti ben cinque “colpi”, uno dei quali con la complicità del connazionale, messi a segno da giorgiano arrestatofebbraio a maggio scorsi, utilizzava come tattica per colpire indisturbato le vittime, una giacca riposta sul braccio sinistro, che serviva, inizialmente per coprire l’altro braccio con cui, con rapidità e indifferenza, riusciva a sottrarre portafogli e cellulari dalle borse o dalle tasche delle malcapitate, e dopo per nascondere la refurtiva appena presa.  

In una occasione, il tempestivo intervento di una pattuglia dell’Arma ha permesso di recuperare uno smartphone (un Samsung S5) sottratto ad una minore, mentre si trovava in coda per pagare un acquisto effettuato in una gioielleri. I militari, infatti, dopo aver visto le immagini delle telecamere di sicurezza installate nel negozio ed identificato l’autore, a loro già noto perché deferito per fatti analoghi avvenuti precedentemente, sono riusciti in breve tempo ad intercettarlo nella vicina Piazza Umberto. L’uomo, però, accortosi del loro arrivo, si è sbarazzato del cellulare, gettandolo in un cespuglio e si è allontanato frettolosamente,  facendo perdere le tracce. Il cellulare, recuperato, era stato trovato privo della sim card e già impostato in lingua georgiana.
Dopo l’arresto, i due, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati associati al carcere.

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