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Lunedì 20 Novembre 2017 | 19:56

Conflitto di interessi salta nomina Grassi a PugliaPromozione

Conflitto di interessi salta nomina Grassi a PugliaPromozione
BARI - I nuovi direttori di dipartimento saranno operativi dalla prossima settimana, non appena firmati i contratti. La giunta regionale ieri ha dato l’ok alle nomine dei 6 supermanager, del nuovo segretario della presidenza e del dirigente della sezione Antimafia sociale, ma non ha potuto procedere alla nomina di Carmelo Grassi a commissario di Pugliapromozione: il fatto che Grassi, attuale presidente del Teatro Pubblico Pugliese, abbia ricevuto contributi dalla Regione, potrebbe metterlo in posizione di inconferibilità per via della legge Severino.Grassi, come ha raccontato la «Gazzetta» spiegando il problema del conflitto di interessi, è titolare di un cinema a Ostuni e per questo ha ricevuto contributi dalla Regione. L’interessato, a quanto pare, aveva assicurato i vertici della presidenza che il cinema in questione era intestato alla moglie. Ma dopo aver letto il giornale, il capo di gabinetto di Michele Emiliano, Claudio Stefanazzi, ha disposto uno specifico approfondimento chiedendo il parere del responsabile Anticorruzione. Il decreto legislativo 39/2013, al comma 1 dell’articolo 4 prevede il divieto di affidare incarichi dirigenziali in società controllate, partecipate o comunque finanziate a chi ha «svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico».

Quello dell’inconferibilità è un problema serio, perché in caso di nomine sbagliate l’ente rischia il commissariamento. È già successo, ad esempio, in Calabria: per un dirigente in posizione irregolare rispetto al decreto Anticorruzione, l’Anac ha vietato alla Regione di fare nomine per tre mesi. Un rischio che Emiliano vuole evitare ad ogni costo: è per questo che due settimane fa i curriculum dei direttori prescelti sono stati mandati a Raffaele Cantone, per chiedere un parere che poi Anac non ha nemmeno espresso.

I sei nuovi direttori di dipartimento, come noto, sono Giovanni Gorgoni (Sanità), Paolo Verri (Cultura e Turismo), Domenico Laforgia (Sviluppo economico), Gianluca Nardone (Agricoltura e Ambiente), Lino Albanese (Bilancio e Personale), Barbara Valenzano (Lavori pubblici e Territorio). Il segretario generale della presidenza sarà Roberto Venneri, mentre alla Antimafia sociale va Stefano Fumarulo. L’altra novità di ieri è che Gabriele Pagliardini, direttore uscente dell’area Agricoltura, resterà in Regione fino al 31 dicembre: la giunta gli ha infatti prorogato l’incarico come Autorità di gestione del programma di sviluppo rurale. Un adempimento tecnico - spiegano fonti della presidenza - per consentire l’approvazione del nuovo Psr 2014-2020: è stato l’assessore Leo Di Gioia a chiedere che il direttore uscente rimanesse per il tempo necessario a completare il lavoro di istruttoria sul quale ha messo la firma. In questi due mesi, dunque, all’Agricoltura ci sarà una coabitazione dei due dirigenti.

Ma la riorganizzazione non è finita. Emiliano, infatti, vuole mettere mano al sistema delle agenzie e delle partecipate con accorpamenti omogenei per settore: un modo per ottenere risparmi, ma anche per aumentare il controllo su ciò che avviene alla periferia dell’amministrazione. Si legge così l’iniziativa del commissariamento di Pugliapromozione, che serviva anche per fare in modo che Grassi lasciasse libera la presidenza del Tpp (dove andrà Paolo Ponzio, un fedelissimo di Emiliano). A questo punto, per evitare ulteriori problemi, come commissari nelle agenzie potrebbero essere nominati dirigenti regionali. [m.scagl.]

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