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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 12:09

Truffe agli anziani ll questore di Bari «Denunciate senza paura»

Truffe agli anziani ll questore di Bari «Denunciate senza paura»
BARI - Modi gentili, capacità di persuasione, ben vestito, raramente violento: è il profilo del truffatore seriale di anziani. Ogni giorno, in ogni angolo della Puglia, circa un centinaio di anziani sono vittime di malviventi senza scrupoli che con l’inganno portano loro via quello che è possibile. Spesso le poche centinaia di euro di pensione con cui potrebbero consentirsi di sbarcare il lunario per un mese. Il problema è che quasi sempre questi truffatori rimangono impunti, grazie al fatto che l’anziano truffato tende a cadere in depressione e a non sporgere denuncia per vergogna o per timore di essere rimproverato dai parenti. Ne ha parlato ieri mattina il questore di Bari, Antonio De Iesu, confrontandosi con l’assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Negro, e con i sindacalisti della Uil Pensionati Puglia, che hanno organizzato il convegno “Stop a truffe e raggiri agli anziani”, in collaborazione con l’A.D.A., l’Associazione per i Diritti dell’Anziano.

“Non parlandone o limitandosi a chiedere i numeri del fenomeno – ha spiegato il questore – si finisce col fare il gioco dei truffatori. I numeri non sono attendibili perché solo una minima parte di anziani denuncia l’accaduto. Ma il fenomeno esiste e va combattuto. Segnalando e parlandone senza paura e, soprattutto, senza alcuna vergogna. Segnalare significa darci la possibilità di intervenire e di fare al tempo stesso prevenzione perché così possiamo individuare i malfattori, che quasi sempre agiscono secondo un copione noto e ripetitivo, che punta a carpire la fiducia delle vittime”.

Le truffe possono essere di vario tipo: in casa (falsi impiegati, venditori porta a porta, falsi amici dei parenti, tenendo conto che nessuno può chiedere pagamenti diretti); in strada (occhio ai falsi intervistatori, ai falsi impiegati di banca, della posta o di altri uffici pubblici); su internet (mail che chiedono dettagli personali). Su questo il questore è stato chiaro: “Chiunque chieda soldi in contanti è un truffatore al cento per cento”.
Importante, in questo senso, la campagna di prevenzione e sensibilizzazione, ad esempio con l’ausilio delle parrocchie e dei centri di aggregazione degli anziani.

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