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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:32

Bari, sempre più famiglie in mezzo alla strada l’emergenza è in aumento

Bari, sempre più famiglie in mezzo alla strada l’emergenza è in aumento
BARI - Gianni Macina, presidente dell’associazione «Incontra» trascorre il fine settimana a raccogliere con altri giovani volontari risorse da donare al popolo dei senza fissa dimora. I gazebo sono presenti fino a stasera in Largo 2 giugno, via Argiro all’angolo con via Abare Gimma, la terza postazione dinanzi al bar Moderno in via papa Pio XII e l’ultima dinanzi alla parrocchia di San Marcello.

Qual è la situazione dei senza fissa dimora? «Siamo partiti con l’emergenza invernale da domenica scorsa. Anche noi, come tutti, facciamo il cambio del guardaroba per i poveri. Abbiamo già distribuito coperte e vestiario. La sera la temperatura scende notevolmente in stazione. Ogni domenica mattina, dalle 10 a mezzogiorno distribuiamo il materiale. Chiunque voglia può donarci abiti dismessi. Chiediamo coperte, non nuove perché siamo convinti che ciascuno di noi abbia nel proprio armadio una vecchia coperta in più. Chiediamo giacche a vento usate, scarpe da ginnastica, maglioni da uomo, camicie e jeans usati».

Il fenomeno della povertà è in crescita? «È aumentato il numero degli italiani senza fissa dimora. E la cosa più preoccupante è che si tratta di famiglie con papà, mamma e figli. Non si rivolgono da noi per prendere il piatto ma per riempire di cibo interi thermos. Siamo abituati al senza fissa dimora ma avere il papà che chiede cibo da portare a casa per sfamare i figli dimostra che c’è gente che vive sempre peggio. Si tratta di disoccupati, licenziati e padri in carcere per cui le mogli si rivolgono da noi. Chi viene arrestato per piccoli furti lascia il proprio nucleo familiare per terra».

C’è qualche episodio che l’ha colpita maggiormente? «C’è una madre di 3 figli che il Comune ha sistemato in un alloggio popolare di proprietà comunale nel quartiere San Pietro Piturno di Putignano. Molte volte lei si sposta da Putignano e viene a Bari in stazione a prendere un po’ di cibo perché in provincia non ci sono organizzazioni di volontariato ben strutturate. Quello che distribuiamo anche noi è una goccia nel mare».

Come mai nei paesi della provincia non c’è questa organizzazione? «I volontari in provincia sono pochi. A Bari siamo anche fortunati. Grazie alle ripetute interviste che la Gazzetta ci concede abbiamo fatto entrare la realtà della stazione nelle case dei baresi. E questo è giunto all’attenzione anche delle istituzioni. Nel 2002 c’era solo il dormitorio delle suore di madre Teresa di Calcutta con 30 posti letto. Oggi abbiamo 200 posti letto, un servizio mensa in stazione con oltre 120 pasti, la mensa di Santa Chiara rinata». (v. sgar.)

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