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Lunedì 20 Novembre 2017 | 12:48

Truffa fotovoltaico nel Barese Gli affari della Cpl Concordia sequestrati 8 parchi e 16 mln

Truffa fotovoltaico nel Barese Gli affari della Cpl Concordia sequestrati 8 parchi e 16 mln
BARI – La parziale coincidenza delle compagini societarie, i medesimi notai che avevano redatto gli atti costitutivi delle società, l’utilizzo di analoghi modelli per l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalla normativa in campo energetico. E ancora: stessi direttori dei lavori e progettisti incaricati per la realizzazione dei diversi siti energetici. Sono state queste anomalie ad aver insospettito la Guardia di finanza che ha scoperto società operanti nel settore del fotovoltaico in apparenza non legate da alcun rapporto di affari ma in realtà riconducibili a Cpl Concordia, scoperchiando così una presunta frode nel meccanismo di accesso alla produzione di energia rinnovabile attraverso impianti di pannelli fotovoltaici, concentrati nel territorio di Turi e Noci, in provincia di Bari, riconducibili a 10 società con sedi in Emilia Romagna e in Lombardia.

Otto impianti fotovoltaici sono stati sottoposti a sequestro nel Barese, e 14 persone, tra le quali tre pugliesi, sono state iscritte nel registro degli indagati della Procura di Modena, titolare del fascicolo sulla Cpl Concordia, la cooperativa coinvolta nell’inchiesta su presunte tangenti per la metanizzazione di Ischia e per la gestione di impianti nei comuni dell’agro aversano.

Nel corso dell’operazione i militari hanno anche sottoposto a sequestro conti correnti per 16 milioni a progettisti e rappresentanti delle società operanti nel settore fotovoltaico; 14, appunto, gli avvisi di garanzia emessi dalla magistratura e notificati a progettisti e rappresentanti legali delle società accusati di associazione per delinquere, falsità ideologica in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Per l’avvio delle indagini è stato determinante un censimento dei pannelli fotovoltaici esistenti nel territorio compiuto dai militari della Gdf di Monopoli. È stato l’incrocio di alcuni dati, acquisiti anche attraverso le foto aeree che hanno mappato gli impianti fotovoltaici, a permettere agli investigatori di ricostruire gli assetti societari dei parchi di energia pulita che, seppure sorti sul territorio, sono risultati di proprietà di dieci distinte società con sede a Modena, Brescia, Cremona e Bologna.

Tre parchi fotovoltaici, costituiti da 8 impianti per circa 30 ettari di estensione, erano stati solo formalmente frazionati in più impianti di piccola potenza, allo scopo di eludere la complessa procedura prevista per il rilascio della Autorizzazione unica Regionale (Aur). Per impianti di produzione di potenza fino a 1 megawatt basta solo presentare ai Comuni di riferimento una 'Scià di inizio attività e il sistema di incentivi statale è inversamente proporzionale: più piccolo è l'impianto e maggiore è l’incentivo.

E i raggiri avrebbero assicurato agli indagati un indebito vantaggio legato al cosiddetto "conto energia", un meccanismo che premia con tariffe incentivanti l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici per un periodo di 20 anni. Una frode stimata in circa 16 milioni  corrispondenti a indebiti pagamenti erogati alle 10 società. Somme che sono state recuperate sottoponendo a sequestro preventivo, per equivalente, le disponibilità finanziarie dei 14 indagati e delle società, oltre agli 8 impianti fotovoltaici sequestrati con facoltà d’uso.

Cpl concordia ha diffuso una nota con la quale ribadisce "il massimo rispetto e la piena fiducia nell’attività della magistratura", ma si "dichiara del tutto estranea ai fatti oggetto di addebito". Il Cda ha deciso, in via cautelativa, di sospendere con effetto immediato i dipendenti indagati.

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