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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:47

Crisi, aiuti della Regione Puglia a ex dipendenti che rilevano aziende

Crisi, aiuti della Regione Puglia a ex dipendenti che rilevano aziende
BARI - Al via la nuova edizione del bando Nidi (Nuove iniziative di impresa), con una chance in più per i dipendenti di imprese in crisi: se vogliono rilevare l'attività degli ex datori di lavoro posso acquisirla e ricominciare, avvalendosi di un'agevolazione che può coprire dall'80% al 100% dell'investimento.

Il bando - spiega una nota della Regione Puglia - dà l'opportunità di aprire una nuova impresa a chi ha voglia di mettersi in gioco, realizzare un sogno del cassetto o creare da sé un'occasione di lavoro. Una possibilità rivolta a giovani, donne, disoccupati, a quanti stanno per perdere la propria occupazione, e ai precari. Cinquantaquattro milioni di euro il budget disponibile e domande preliminari da subito attraverso la pagina Nidi del portale Sistema Puglia (www.sistema.puglia.it/nidi).

"Si tratta - spiega l'assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone - dello strumento più innovativo in Italia dopo la chiusura della misura di Invitalia per le Microimprese. E, infatti, nella passata edizione ha avuto grande successo con 2.792 domande pervenute. Ha permesso a molti giovani pugliesi residenti all'estero o in altre regioni d'Italia di tornare in Puglia e a molti altri di subentrare all'azienda familiare favorendo il ricambio generazionale. Oggi - ha continuato l'assessore - diventa ancora più efficace come intervento anticrisi. La misura infatti, oltre a mantenere tutte le caratteristiche precedenti, dà per la prima volta la possibilità ai dipendenti di imprese in crisi di rilevare l'attività degli ex datori di lavoro, attraverso una nuova società o una cooperativa. Inoltre raddoppia a 10mila euro il contributo a fondo perduto sulle spese di gestione includendo nuove voci, come l'accesso a banche dati e la registrazione di domini internet. Tra le imprese beneficiarie degli aiuti compaiono anche, per la prima volta, quelle che si occupano di e-commerce, di traslochi, magazzinaggio, attività di supporto ai trasporti, servizi postali e attività di corriere. A tutto questo si aggiunge una maggiore trasparenza e semplificazione, per aumentare l'accessibilità allo strumento".

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