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Venerdì 24 Novembre 2017 | 23:18

Università, premi ai docenti con il «voto» degli studenti

Università, premi ai docenti con il «voto» degli studenti
di LUCA BARILE

BARI - La logica è la stessa degli incentivi ministeriali, quelli introdotti dal Governo al posto degli scatti stipendiali in automatico, per battere finché è caldo il ferro dell’invocata meritocrazia. Con la differenza che al posto di un bando di concorso e una commissione di valutazione, già sperimentati come non immuni dalle critiche degli accademici, saranno determinanti i giudizi degli studenti. Il Politenico di Bari vara un nuovo sistema, «in house», di premi per i propri docenti. Ai tre migliori professori, compresi i ricercatori incaricati di docenza, verranno riconosciuti dei bonus economici, sulla base dei questionari (anonimi) che i ragazzi compilano circa il comportamento degli insegnanti.Le somme stanziate oscillano dai mille ai tremila tremila euro a testa, a seconda della tipologia e della numerosità dei frequentanti i corsi, ma per il rettore, Eugenio Di Sciascio, è una sperimentazione suscettibile, man mano, di ampliamenti. «Ci è sembrato un meccanismo incentivante per i colleghi e una forma di valorizzazione del ruolo degli studenti», commenta il massimo rappresentante del Politecnico barese, in carica dal 2013 e fino al 2019. Da primo rettore eletto con la riforma Gelmini sull’università italiana, Di Sciascio sta insistendo sul filone della qualità (ha introdotto nuovi meccanismi per le assunzioni dei professori, basati sulla produttività scientifica) e sul nuovo ruolo che l’università può svolgere sul territorio (ieri sera era a cena con lo stato maggiore di Bosch Italia, dopo aver ospitato una summer school sull’automotive).

Nel frattempo, il Politecnico barese ha programmato l’assunzione di sette nuovi docenti e tre ricercatori ed ha annunciato nuovi fondi per i tutor agli studenti, lavagne interattive nelle aule, una linea di bus nella sede staccata a Taranto. Un modo per giocare tutte le carte a disposizione, nella partita decisiva che si svolge sui tre assi della competizione tra atenei-valutazione-distribuzione dei fondi pubblici. Il meccanismo dei premi ai docenti, in funzione da quest’anno accademico, sfrutterà il sistema, già operante, dei questionari on line: gli studenti li inviano al momento di prenotarsi per la prima volta ad ogni esame.

Si valutano puntualità, disponibilità, capacità di coinvolgere gli allievi nello studio della materia. Giudizi che normalmente vengono raccolti dagli atenei ed inviati al ministero competente per finire, sebbene con minima incidenza, nel calderone dei parametri che vengono utilizzati a Roma per distribuire i fondi dello Stato alle università pubbliche. «In controtendenza rispetto ad altri contesti - commenta Di Sciascio - abbiamo registrato quest’anno il 16% in più di richieste di immatricolazione, segno che i nostri giovani e le loro famiglie riconoscono nel Politecnico di Bari un luogo di apprendimento serio e un investimento per il proprio futuro, con successo di impiego. A questa fiducia - conclude il rettore - rispondiamo con l’impegno totale al miglioramento della didattica e al rafforzamento della attività scientifica e di trasferimento tecnologico».

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