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Martedì 21 Novembre 2017 | 07:05

Molfetta, facevano scontrini ma non dichiaravano redditi 2 panettieri evadono 1,5 mln

Molfetta, facevano scontrini ma non dichiaravano redditi 2 panettieri evadono 1,5 mln
BARI - Emettevano gli scontrini ma non dichiaravano i redditi. Era questo il metodo evasivo che accomunava due avviati panifici nel centro di Molfetta. Un “modus operandi” semplice, consistente nel certificare regolarmente gli incassi dei clienti, emettendo i previsti scontrini fiscali (anche centinaia al giorno), annotando le entrate giornaliere sugli appositi registri contabili, ma omettendo completamente la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’I.V.A., risultando così “evasori totali”.

“Dimenticanza” oppure “Difficoltà economiche”, le generiche motivazioni addotte dai commercianti ispezionati che, con questo comportamento illegale, riuscivano a vendere a prezzi più bassi rispetto agli altri operatori del settore, praticando una concorrenza sleale. Un metodo redditizio, portato avanti per più di 5 anni dai titolari dei due esercizi che li gestivano con la collaborazione dei propri nuclei familiari. In uno di essi, peraltro, è stato rilevato l’utilizzo di nr. 3 lavoratori “in nero”.

La scoperta è stata fatta dai Finanzieri della Tenenza di Molfetta a seguito di apposita analisi di rischio, condotta con l’ausilio delle varie banche dati, dalla quale sarebbe emersa l’inosservanza dei previsti obblighi dichiarativi riferiti a ben cinque periodi di imposta (2009 - 2013). Sulla scorta della scarna documentazione contabile ed extracontabile, esibita dalle parti nel corso delle attività ispettive ovvero rinvenuta in seguito a minuziose ricerche eseguite presso i laboratori dei panifici, le fiamme gialle hanno calcolato induttivamente il loro volume d’affari. Al termine delle verifiche fiscali eseguite sono stati constatati ricavi non dichiarati per circa  1,3 milioni di euro con una evasione I.V.A. di circa 200 mila euro.

Attesa l’entità delle imposte evase, il titolare di uno dei panifici è stato denunziato all’Autorità giudiziaria; mentre per quando riguarda la manodopera “in nero” superiore al 50% della forza lavoro presente, è stata proposta, agli uffici competenti, l’applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività.

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