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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 04:40

FI, le lacrime di Gasparri e il divorzio breve di Amoruso Chieste le dimissioni di Vitali

FI, le lacrime di Gasparri e il divorzio breve di Amoruso Chieste le dimissioni di Vitali
di MICHELE COZZI

Anche i politici hanno un cuore. E possono persino fermarsi dinanzi a qualche lacrima.

Affiorano nuovi particolari sul dietrofront di Francesco Amoruso, senatore con una gamba fuori e una dentro il partito berlusconiano. Un po’ di cronaca: mercoledì il tam-tam della politica romana dà per fatto il passaggio di Amoruso con il gruppo di Verdini. L’ex fedelissimo di Berlusconi che, non condividendo la svolta anti-riforme del Cav, ha lasciato il partito, passando di fatto con Renzi. La fondatezza della notizia è confermata dall’intervista al segretario regionale di Forza Italia, pubblicata sulla Gazzetta di giovedì: «mi hanno chiamato da Roma per saperne di più. Ho cercato Francesco e non mi ha risposto». Tutto questo, quindi, molto prima che l’indiscrezione romana fosse pubblicata dalla Gazzetta.

Cosa c’è all’origine del malessere di Amoruso? Non avrebbe digerito la nomina di Vitali alla segreteria del partito pugliese. È da lì che avrebbe avuto origine il suo malessere.

L’addio di Amoruso a Forza Italia mette in difficoltà Gasparri, referente nazionale di Amoruso. Che giovedì mattina, quando la notizia pubblicata dalla Gazzetta esplode nel teatrino della «politica romana», convoca quasi all’alba Amoruso e lo trascina al cospetto di Berlusconi.

E qui è andata in scena una sorta di melodramma: con Gasparri che ricorda i trascorsi comuni nella destra italiana con Amoruso, le tante battaglie, i successi e gli insuccessi. Un crescendo di emozioni, dicono i beni informati, condito da qualche lacrima. E c’è chi parla persino di un mezzo svenimento. Con questa petizione di affetti, e soprattutto dinanzi a Berlusconi, il coraggio di Amoruso, pressato anche da Matteoli, avrebbe vacillato. E Francesco deve aver fatto i conti con la tremenda realtà che aveva, probabilmente, un po’ sottovalutato: dal Msi, ad An, storico esponente della destra-destra, ad un gruppetto che appoggia il governo Renzi. Non solo. Con il rischio di un isolamento politico, anche nei confronti dell’ala fittiana che resta egemone in Puglia.

Dalle brevi dichiarazioni di Amoruso pubblicate sulla Gazzetta di ieri («valuterò»), emerge da difficoltà di spiegare il voltafaccia nel giro di 24. Ma tant'è.

La politica è sangue e merda come diceva Formica. Ma anche qualche lacrimuccia. Certo, devono essere state forti le rassicurazioni fornite da Berlusconi ad Amoruso. Anche perché la convivenza con Vitali appare sempre più difficile, come emerge dalle caustiche parole del segretario regionale di FI. Che hanno provocato la richiesta di dimissioni di Vitali (accusato di essere come Penelope che di notte disfa la tela che altri di giorno cuciono) da parte di Gasparri e Matteoli. Altra benzina sul fuoco.

Tutto rientrato? Così pare. Almeno per ora.

Amoruso dovrebbe aver scelto di non abbandonare la casa madre, a conferma che «extra ecclesiam nulla salus».

Altro che divorzio breve. Quello di Amoruso è stato iper veloce. Ma non da Forza Italia, ma da Verdini. Uno sposo abbandonato sull’altare.

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