Cerca

Sabato 25 Novembre 2017 | 10:49

Il gabbiano «Jonathan» trova casa a Molfetta

Il gabbiano «Jonathan» trova casa a Molfetta
BARI – In un primo momento si è pensato ad un animale ferito o in stato confusionale che dall’emisfero australe – naturale dimora della specie – si fosse spinto fino al Mediterraneo. Oggi, a distanza di quasi tre anni dal primo avvistamento, si è capito che il Gabbiano testagrigia ha eletto scientemente a propria dimora la Puglia, e più precisamente il porto di Molfetta. La storia di Jonathan, come è stato ribattezzato il gabbiano, viene resa nota da Luciano Ruggieri, presidente di EBN Italia, l’associazione dei birdwatchers italiani. Dall’inverno del 2012 l’uccello, che normalmente vive nell’emisfero sud del pianeta, sotto la linea dell’Equatore tra Ecuador, Brasile ed Argentina, in Sud Africa e fino alle coste del Madagascar è stato avvistato regolarmente nel porto della cittadina pugliese e nella vicina Bisceglie. L’animale, il cui nome latino è Chroicocephalus cirrocephaus, normalmente abita acque e ambienti oceanici che offrono condizioni ben diverse dalla provincia barese.

Dopo la scoperta ad opera del birdwatcher Cristiano Liuzzi, si è ipotizzato che il gabbiano si fosse perso nel Mediterraneo, probabilmente seguendo la migrazione dei gabbiani comuni con cui si associa. Invece Jonathan sembra godere del posto in cui è arrivato: arriva con i gabbiani comuni, mangia sulle barche da pesca che tornano in porto e si sposta assieme ad essi.

"Si pensava che li seguisse anche nella loro migrazione estiva o che magari fosse capace di tornarsene a casa sua, facendosi migliaia di chilometri. – dice Luciano Ruggieri - Improbabile ma non impossibile, visto che molti uccelli migrano tra Europa e Africa ogni anno. Invece no". Il gabbiano testagrigia negli ultimi due anni, è stato visto anche d’estate a Molfetta. Un amore per la città pugliese che per il momento ancora non ha una spiegazione scientifica. "E' singolare - spiega Ruggieri – che una specie che nidifica così distante dall’Europa, sia già arrivata in Mediterraneo, ma ancora più strano che vi si sia adattata". Il gabbiano testagrigia segue i Gabbiani comuni ma non ha interazioni con loro specifiche. "Li segue, ci mangia assieme ma poi sembra sapere di essere differente – prosegue Angelo Nitti, che lo osserva da tempo - non lo abbiamo mai visto cercare la compagnia dei Gabbiani comuni, neanche nella stagione riproduttiva".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione