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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:56

Comune Bari, «volano» le spese per gli incarichi

Comune Bari, «volano» le spese per gli incarichi
FRANCESCO PETRUZZELLI
BARI - Figure altamente tecniche e specializzate. Che offrono assistenza nell’ambito di progetti e investimenti – come opere pubbliche, piani strategici, direzione dei lavori, prestazioni di consulenze – ma che ogni anno assorbono una buona fetta della spesa. Perché se il Comune in casa propria non ha ad esempio un geologo, un ingegnere civile o il responsabile della sicurezza di un determinato cantiere o di un determinato collaudo, deve necessariamente rivolgersi al di là delle proprie mura. Queste figure compongono il variegato mondo delle consulenze e degli incarichi professionali esterni, pagine e pagine di curricula e di compensi che affollano i provvedimenti e le determine dirigenziali della pubblica amministrazione.

UN ESERCITO - Per capire quanto costa questo parallelo organigramma, occasionale e temporaneo, del Comune di Bari basta spulciare qualche dato offerto da ‘soldipubblici.gov’, il portale del governo che da dicembre scorso fa le pulci agli enti locali elencando mese per mese le spese sostenute, dal materiale di cancelleria sino all’ultimo pieno di benzina, con i soldi dei contribuenti.E a Palazzo di Città qualche dato balza subito agli occhi: nei primi sette mesi del 2015 per consulenze e incarichi professionali esterni è stata raggiunta la cifra di 327mila, quasi quanto i 329mila euro spesi nell’arco dell’intero 2014. Spese ovviamente indifferibili e necessarie per far funzionare la complessa macchina organizzativa ma che la dicono lunga sulla mancanza di risorse tecniche e specializzate all’interno dell’amministrazione comunale.

LITIGARE, CHE PASSIONE - Il portale analizza anche gli incarichi legali esterni per liti, sinistri e contenziosi: sino allo scorso 30 luglio il Comune ha speso oltre un milione e 500mila euro, più del doppio rispetto ai complessivi 675mila euro dell’anno precedente. Un dato con una doppia chiave di lettura: aumento dei contenziosi o contenziosi di una certa importanza e, quindi, di un certo valore professionale. Le consulenze esterne riguardano anche l’assistenza informatica e la manutenzione software con i suoi 2 milioni di euro (sempre al 30 luglio scorso) rispetto ai 2,6 milioni del 2014. Per l’acquisizione o realizzazione di software invece la spesa ha toccato quota 503mila euro, ancora lontana rispetto agli 805mila euro dell’annualità precedente. Le consulenze delle aziende partecipate. Anche qui non si fa a meno degli incarichi professionali, spesso pagati a vuoto. Qualche esempio? incarichi creativi L’Amtab sino a qualche mese fa – poi ha deciso di farne a meno – pagava 50mila euro (iva esclusa) all’anno per il direttore di esercizio dei filobus sulla tratta Ceglie-Carbonara-Bari. In pratica per un servizio di trasporto fantasma che latita in città da circa 25 anni. Per l’Amiu invece la parte più consistente degli incarichi riguarda l’ambito legale. Avvocati esterni che difendono l’azienda di igiene urbana nelle vertenze di lavoro. Ma non mancano nemmeno gli incarichi di «disegnatore esperto per la realizzazione di tavole inerenti i servizi nella città di Bari» (consulenza ormai chiusa) e di «redazione piano annuale di contenimento degli infestanti» (attività ancora aperta).aggiornamenti e start up Alla Multiservizi oltre ai legali, non sono mancati consulenti fiscali, docenti per i corsi di formazione e professionisti per «l’aggiornamento sistema qualità» e per «la fase di start up di manutenzione dei palazzi di giustizia» (quest’ultimo incarico da 4mila euro).

CONSULENZE DELLA POLITICA - A Palazzo di Città sembra ormai una categoria in via d’estinzione. Vuoi per la spending review, vuoi perché soffia il vento dell’antipolitica. L’ultimo baluardo di queste figure, spesso indecifrabili, cadrà ufficialmente il 24 settembre quando il consiglio comunale casserà i tre esperti di pari opportunità. Le figure, più politiche e meno tecniche, che sino alla scorsa consigliatura hanno affiancato i lavori dell’omonima commissione consiliare percependo un gettone di presenza pari a quello di un consigliere comunale (72,96 euro lordi). In pratica una sorta di part time da 30-40 minuti al giorno, dal lunedì al venerdì, e per una cifra mensile quasi vicina a 1.400 euro lordi. Mica male.

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