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Sabato 18 Novembre 2017 | 05:36

Politica e biglietti omaggio (dei giostrai) Sindaco di Acquaviva: «Non accettateli»

Politica e biglietti omaggio (dei giostrai) Sindaco di Acquaviva: «Non accettateli»
di LIA MINTRONE

BARI - «Dottò, che c’hai un biglietto per la Fiera?». Generazioni di politici, di tutti i colori dell’iride, si sono creati bacini di consensi elettorali grazie anche ai biglietti che regalavano per la campionaria di settembre e per l’annesso luna park. Quei piccoli ticket, per decenni e per qualsiasi manifestazione, sono stati simbolo di potere e di forza. Erano le stesse segreterie politiche a distribuirli urbi et orbi. E non riuscire ad averli era sinonimo di sfigati. Oggi, invece, da Acquaviva delle Fonti, a politica cambia registro e punta l’indice contro i ‘ distributori’ di biglietti delle giostre arrivate in paese in occasione dei festeggiamenti della Madonna di Costantinopoli. A prendere carta e penna è il sindaco, Davide Carlucci. Il giornalista prestato alla politica ha inviato una lettera alla sua giunta, a tutti i dipendenti comunali e ai rappresentanti istituzionali. Oggetto della missiva: biglietti delle giostre. Poche ma efficaci righe. «Si raccomanda a tutti i dipendenti di questo Comune nonché ai rappresentanti istituzionali, di non accettare ad alcun titolo biglietti da parte degli esercenti delle giostre presenti in occasione della festività della Madonna di Costantinopoli. Ciò in ossequio alla normativa anticorruzione e all’immagine di imparzialità che tale Amministrazione intende preservare». Carlucci posta la lettera sulla sua bacheca di Facebook e rastrella 144 like e 19 condivisioni. Ma a tenere banco sono i commenti. C’è chi si congratula con il sindaco per l’operazione moralizzatrice e per la serietà dell’intento e chi, invece, gli suggerisce di dedicarsi a cose più serie.

Sì, insomma, per molti non sono i biglietti delle giostre regalati il pass partout per la buona politica. Per altri, invece, è proprio partendo dalle piccole cose che si può cercare di cambiare il sistema. Contattiamo l’estroso sindaco. «Sono convinto che accettare questi biglietti sia un cattivissimo malcostume - replica Carlucci - Già in passato avevamo cercato di arginare questo fenomeno e mi ero reso conto che c’era un po’ di resistenza, anche da parte di chi li riceveva. Trovo odioso vedere tanta gente che ce li ha, e qualcuno li ostenta pure, a fronte di altri che non li posseggono. Viene a crearsi quasi una invidia sociale. Per evitare questo,in prima battuta li avevamo passati ai servizi sociali che provvedevano a distribuirli ai bambini di famiglie in difficoltà. Ma anche questa cosa non mi piaceva, sembrava quasi di fare la carità e un Comune non è chiamato a fare questo istituzionalmente, è giusto che lo facciano le parrocchie. E, infatti, abbiamo passato tutto nelle mani di queste ultime proibendo a tutto l’apparato amministrativo di entrarne in possesso. Il rischio è che a seguito del regalo arrivino delle richieste e io questo non lo accetto. Io voglio che i giostrai paghino fino all’ultimo centesimo di quello che gli spetta per investire il provento delle tasse proprio nel sociale. I controlli devono essere rigidi al massimo, deve finire questa storia di contrattazione tra i giostrai e la pubblica amministrazione, inquina l’imparzialità di quest’ultima».

E se dovesse scoprire qualcuno che fa il furbetto? Il prode Carlucci non ha dubbi: «Li denuncio, anche se il mio divieto è arrivato a festa già iniziata, e vale soprattutto per i consiglieri e gli assessori». Ma cosa ne pensano del braccio di ferro in corso nella città della famosa cipolla rossa? Lo abbiamo chiesto ad altri sindaci. Anche per capire come si regolano. Antonio Decaro, sindaco di Bari: «A dire il vero, noi i biglietti delle giostre non li abbiamo mai avuti, neanche durante la festa patronale anche perché a Bari le giostre sul lungomare sono stabili. In passato, quando il Comune aveva i biglietti dello stadio, già dai tempi di Michele Emiliano, non venivano più dati ad amministratori e dipendenti. E quando ci sono stati dati dei biglietti per il teatro, li abbiamo sempre girati alle parrocchie».

E quelli della Fiera? «Ho sempre vietato a tutti di chiedere e comprare i biglietti. Anzi, quando ero assessore al traffico, proprio per evitare questo giro di richieste, mi inventai l’iniziativa che chi andava in Fiera con la bicicletta entrava gratis. In ogni caso, se il collega Carlucci ha adottato questo provvedimento, avrà avuto le sue buone ragioni. Se le riscontrassi nel mio palazzo, farei anch’io la stessa cosa».

Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto: «Quando i giostrai mi fanno arrivare i biglietti in segreteria, li ringrazio e dico di lasciarli ai servizi sociali affinché siano dati ai bambini in difficoltà. Il collega Carlucci ha fatto un’altra scelta perfetta sotto il profilo etico, come dargli torto, ma non corretta tecnicamente parlando visto che le esigue somme in gioco non rientrano assolutamente in quelle previste dalla legge anticorruzione decisamente superiori. È un segnale che la politica è cambiata? Certamente, la politica non regala più posti di lavoro, la gente se ne sta rendendo conto, le leggi sono state giustamente irrigidite e non ci sono più le possibilità di una volta di elargire favori. Ma il dato più importante è che la gente sta iniziando a capire che la politica non può risolvere i problemi ma dà servizi alla comunità. E i cittadini stanno iniziando a preferire questo tipo di politica, quella dei servizi . E questo, forse, anche grazie ad una classe generazionale diversa da quelle precedenti».

Ninni Gemmato, sindaco di Terlizzi. «Credo che l’iniziativa del collega Carlucci, in linea di massima, sia positiva anche se ritengo che ogni sindaco si comporti in base a quello che registra nella propria città. A Terlizzi, in questi ultimi anni, proprio per evitare che si generassero nicchie di potere e comunque fenomeni eticamente riprovevoli, abbiamo sempre devoluto i biglietti dei giostrai alla Caritas per i bambini più bisognosi. Credo che dipendenti e amministratori che, a vario titolo, rappresentano la macchina amministrativa, debbano essere irreprensibili nel comportamento. La gente non vuole vedere queste storie di favoritismi o di vantaggi, seppur piccoli. Ma se un giorno dovessi rilevare abusi da parte di qualcuno, non esiterei ad adottare un provvedimento analogo a quello del sindaco di Acquaviva delle Fonti. Se lo ha fatto, avrà avuto le sue buone ragioni».

Massimo Mazzilli, sindaco di Corato: «Io non so cosa si è trovato davanti il sindaco Carlucci, quello che posso dire è che a Corato non esistono biglietti omaggio dei giostrai, né vengono richiesti né tantomeno elargiti. L’unica cosa che in qualche modo viene concessa, ma immediatamente retrocessa, sono i buoni sconto sui biglietti. Ed in quel caso, quando è capitato, li abbiamo passati ai servizi sociali. Ma si tratta di fesserie, di piccolissime quantità. Comunque, non tollero queste cose, sono formule vecchie che non ci appartengono».

E se dovesse scoprire che qualcuno a palazzo fa questi giochetti? Categorico Mazzilli: «Mi incazzerei e chiederei subito conto. Ma non farei una circolare preventiva, mi sembra inopportuna visto che Corato il problema non si pone. Qui da noi non sono ammessi abusi di nessun genere».

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