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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:50

Puglia, scatta l’ora x delle cattedre 6.040 docenti precari sapranno la sede

Puglia, scatta l’ora x delle cattedre 6.040 docenti precari sapranno la sede
di MIMMO GIOTTA

BARI - Alla mezzanotte e un minuto di domani, 2 settembre, i 71.643 (6.040 in Puglia) docenti che hanno presentato domanda di assunzione, conosceranno da un algoritmo misterioso, che incrocerà punteggi, disponibilità e classi di concorso, il loro destino. Apprenderanno dal sito del Ministero se avranno ottenuto una cattedra lontano da casa o se dovranno aspettare la fase C per sapere se potranno insegnare nella propria provincia o fare le valige. Dieci i giorni di tempo per accettare. I docenti riceveranno una mail che li informerà dell'esito della procedura. Dovranno poi attivare la funzione di accettazione/rinuncia alla proposta di assunzione che sarà perfezionata successivamente. La scelta della sede di servizio avverrà dal 12 al 14 settembre nell'Ufficio Scolastico della provincia alla quale si sarà stati assegnati. I posti residuali a disposizione per la fase B sono ben 16210 (291 in Puglia), 8797 destinati al sostegno. Ben 1800 sono destinati agli idonei dei concorso 2012. Gli altri, per la maggior parte docenti di sostegno, riceveranno il ruolo al Nord. Lettere alla scuola media, lingue e matematica, le disponibilità maggiori della fase B per i posti comuni. Tutti cambieranno provincia nella fase B e saranno proprio i docenti con punteggio più alto a rischiare. Per non fare le valige dovranno sperare nelle supplenze che in Puglia saranno assegnate rispettando il posto in graduatoria entro l’7 settembre , quattro giorni prima dell’accettazione della nomina in ruolo. 1900 cattedre in deroga di sostegno (900 infanzia e primaria , 400 primo grado e 600 secondo grado ) e 280 comuni ( lettere , matematica e lingue ),sono a disposizione degli insegnanti pugliesi. Ce n’è abbastanza per evitare almeno per quest’anno l’esodo di massa .

La Dirigente regionale Anna Cammalleri che ieri ha nominato le reggenze dei dirigenti ed ha risolto il problema delle utilizzazioni in entrata, ribadisce che «malgrado le difficoltà l’anno scolastico inizierà regolarmente e la barra su cui lavorare è solo il posto di lavoro per i docenti». Il sottosegretario Davide Faraone smentisce le cifre diffuse in questi giorni e l’allarmismo di alcuni media . «Il fenomeno riguarderà il 10\12% degli assunti ovvero 8500\9000 docenti in tutta Italia . Il numero è lo stesso dei trasferimenti dei docenti da Sud a Nord di due anni fa; stiamo inoltre studiando soluzioni per il rientro a casa il prossimo anno dei docenti che prenderanno il ruolo al Nord».

Eppure una maniera per evitare il trasferimento al Nord ci sarebbe stato. Sarebbe bastato convincere il Ministero a rispettare in regione la media nazionale di alunni per classe per ottenere le duemila cattedre che i docenti pugliesi dovranno cercare altrove. La Puglia con 22,25 alunni di media per classe (632.646 alunni distribuiti in 28.439 classi) si colloca ai vertici nazionali di questa poco invidiabile classifica. Ciò giustifica il diffuso fenomeno delle cosiddette «classi pollaio» ( fino a 30 alunni ) più volte denunciato. Se si abbassasse semplicemente tale media al livello della media nazionale pari a 21,48 alunni per classe si genererebbero in Puglia ben 1.124 classi in più pari a 1.910 nuovi posti di docenza in organico di diritto. Se poi si puntasse a riportare la media nazionale alunni/classe a 20 avremmo 5.428 nuovi posti di docenza nella sola Puglia mentre su scala nazionale avremmo più di 27.000 nuove classi con 46.000 nuovi posti di docenza in organico di diritto, altro che fase C e organico potenziato! Per comprendere l’entità del danno sugli organici dei docenti , basta pensare che l'organico di fatto in Puglia è passato in soli 8 anni da 63.354 del 2007/08 ad appena 47.009 del 2015/16 con un taglio di 16.345 posti.

E va peggio per i posti ATA. Nel 2010/11 l’organico ATA regionale era di 17.000 unità mentre oggi siamo a quota 15.200 circa, con un taglio di 1.800 posti in soli 5 anni. Duro il segretario regionale del sindacato FLC CGIL Claudio Menga: «Si può sperare che, al sud come al nord, sezioni d’infanzia, classi a tempo pieno e prolungato, siano distribuite in egual misura in rapporto alla popolazione scolastica e non in base a previsioni di organico che condannano il sud e la Puglia ad una condizione di subalternità formativa rispetto al resto del Paese?» E come la mettiamo con le cattedre vacanti di sostegno? Secondo l’Anief, uno dei sindacati più critici verso la Buona Scuola, sarebbero 30.000 le cattedre vacanti. Potrebbero essere assegnate agli iscritti nelle graduatorie di istituto di seconda fascia , ultimi abilitati con il TFA o il PAS, che hanno frequentato corsi a numero chiuso pagando 3000 euro . Ora, discriminati rispetto ai docenti Gae, continuano a manifestare la loro rabbia e a non essere ascoltati . Per loro, esclusi anche dalle supplenze e dal lavoro, rimane al momento solo il concorso per sperare di entrare in ruolo, o rivolgersi al giudice. Per i docenti delle Gae invece si prepara una 24 ore con il patema d’animo che durerà fino a mezzanotte.

Sono tante le famiglie alle prese con una scelta difficile che inciderà sulla vita e sugli affetti in futuro . I sindacati affilano le armi e si preparano a contrastare la Buona Scuola con ogni mezzo a partire da oggi , quando già si riuniranno i docenti per programmare le attività con i dirigenti.

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