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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:29

Immigrati occuparono ex convento Pm: «obbligati». Archiviato caso

Immigrati occuparono ex convento Pm: «obbligati». Archiviato caso
BARI – Non hanno danneggiato la struttura e quando hanno occupato l’ex convento di Santa Chiara nel centro di Bari, i migranti erano in stato di necessità. La Procura di Bari ha chiesto l’archiviazione del fascicolo per occupazione abusiva nei confronti degli oltre 200 migranti, tutti rifugiati politici, che hanno vissuto nel complesso architettonico di proprietà della Soprintendenza dal febbraio 2014 ad ottobre, quando un incendio appiccato da uno dei nigerini che dormivano lì ha costretto il Comune di Bari ad ordinarne lo sgombero, trasferendo gran parte di quelle cinquanta famiglie nella tendopoli allestita dall’Amministrazione nell’ex Set nel quartiere Libertà di Bari.

Sull'ex convento di Santa Chiara il pm Renato Nitti da tempo, prima ancora del rogo, aveva avviato un’inchiesta che coinvolgeva diversi aspetti. Dalla presunta occupazione abusiva alle condizioni di sicurezza igienico-sanitarie dell’immobile, fino allo stato di abbandono della struttura che potrebbe aver causato danni all’archivio dei disegni storici e dei rilievi della Soprintendenza ai Beni architettonici, in parte conservato nel seminterrato. Nei mesi scorsi la Procura di Bari ha delegato accertamenti ai Carabinieri del Nas e del nucleo Tutela Patrimonio Artistico, incaricato di redigere un inventario del materiale che è stato abbandonato negli spazi dell’edificio.

Con riferimento a questo filone investigativo, contestualmente alla richiesta di archiviazione per il reato di occupazione abusiva da parte dei migranti, il pm Nitti ha effettuato uno stralcio per proseguire le indagini, al momento a carico di ignoti. La Procura vuole accertare il reale valore di quei libri, disegni, rilievi architettonici e fotografie storiche dei beni culturali pugliesi per anni abbandonati negli scantinati, se ci siano testimonianze artistiche e culturali che possano essere considerate opere di interesse storico e, in questo caso, se vi siano responsabilità connesse allo stato di degrado di quel materiale.

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