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Sabato 18 Novembre 2017 | 01:50

Fitti mai incassati e consulenze indagine contabile su Aeroporti «Risparmi con nuova gestione»

Fitti mai incassati e consulenze indagine contabile su Aeroporti «Risparmi con nuova gestione»
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI -C’era un negozio di pelletteria, al primo piano dell’aeroporto di Bari, che si sarebbe «dimenticato» per anni di pagare il fitto per i locali. E ci sarebbero incarichi di progettazione e collaudo affidati, per anni, agli stessi professionisti, con parcelle a molti zeri. Un esposto molto dettagliato ha fatto aprire l’ennesimo fascicolo alla Corte dei Conti su Aeroporti di Puglia, con l’obiettivo di fare luce su un «presunto danno erariale» che il management avrebbe causato alla società.È per questo che il 17 agosto il vice-procuratore generale della Puglia, Pierpaolo Grasso, ha fatto notificare all’amministratore unico Giuseppe Acierno una richiesta istruttoria per l’acquisizione di una serie di documenti. L’elenco degli «incarichi di progettazione e/o direzione lavori e/o collaudo e/o consulenze di natura specialistica» affidati dal 2011 a oggi, l’elenco del personale dell’ufficio tecnico dal 2001, il contratto stipulato con un legale, Fabio D’Alessandro, e poi, appunto, il contratto di subconcessione con la pelletteria.

La società che gestiva il negozio in questione, concessionario di una nota casa internazionale, si chiamava Biblios. E, secondo l’esposto, sarebbe di proprietà di una coppia, marito e moglie: lui, un ingegnere, è anche dipendente di Aeroporti. Fatto sta che, sempre secondo la ricostruzione che ora la Procura contabile vuole verificare, nel 2011 la Biblios vende la sua subconcessione ad un’altra società ed esce di scena: lasciando, però, 206mila euro di debiti tra fitti e bollette non pagate. E pur avendo stipulato un piano di rientro, non avrebbe versato un centesimo.

L’esposto inquadra la vicenda in un sistema di amicizie tra dipendenti e dirigenti della società. E, allo stesso tempo, racconta di una serie di importanti incarichi tecnici affidati a cifre elevatissime. Ad esempio quelli (quasi simultanei) all’architetto milanese Francesco Angarano: oltre all’incarico da consulente tecnico della società a 438,99 euro al giorno (9.219 euro al mese più le spese), ha avuto quello per la progettazione dei lavori di potenziamento dell’aeroporto di Grottaglie (95mila euro) e quello per la direzione degli stessi lavori, che dai 390mila euro iniziali - grazie ad una serie di perizie di variante - sarebbe lievitato fino a 4 milioni. In totale, dal 2010 ad oggi, ad Angarano sarebbero stati attribuiti oltre una quindicina di incarichi, compreso quello di «direttore artistico» per l’apertura del nuovo aeroporto di Bari: il tutto con parcelle per molte centinaia di migliaia di euro. Anche per l’avvocato D’Alessandro, ex consulente della società, i giudici contabili vogliono ricostruire il quadro: e dunque hanno chiesto sia l’«atto di conferimento dell’incarico legale» che i «compensi erogati».

L’interesse della Corte dei Conti è incentrato proprio sulla verifica della legittimità degli atti, in modo da escludere l’ipotesi che si possa trattare di incarichi attribuiti in violazione della legge, o a tariffe troppo elevate, e dunque con la conseguenza di un danno erariale alle casse di Aeroporti. Su cui, va ricordato, c’è già almeno un precedente fascicolo erariale aperto. L’inchiesta, partita da una interrogazione parlamentare del deputato grillino Diego De Lorenzis, ha portato la Corte dei Conti - tramite la Finanza - ad acquisire una enorme mole di documentazione: dal servizio di controllo dei bagagli a Bari (2008) e a Foggia (2010), al contratto per l’allontanamento dei volatili dalle piste, dall’acquisto dei carburanti e delle divise al giardinaggio, dall’incarico per la revisione legale a quello per la manutenzione delle macchine di servizio. Il tutto senza dimenticare gli stipendi di dirigenti e manager di Aeroporti, a partire dal direttore generale Marco Franchini (circa 330mila euro lordi l’anno) fino all’ex amministratore unico, Domenico Di Paola. 

LA REPLICA DI AEROPORTI DI PUGLIA - "Nel corso di questi due anni e mezzo è stata avviata una profonda rivisitazione delle procedure e delle regole aziendali, riservando una forte attenzione al contenimento dei costi e alla trasparenza". Lo precisa in una nota Aeroporti di Puglia con riferimento alle notizie di stampa su una indagine avviata dalla Corte dei Conti con relativa richiesta di documentazione sulle spese degli ultimi anni.
"I fatti e le circostanze citate nell’esposto anonimo (che ha dato avvio all’inchiesta, ndr) – spiega Adp – si riferiscono ad anni antecedenti l’attuale gestione, iniziata nella primavera del 2013" e "ove a conclusione del procedimento dovesse essere effettivamente accertata la sussistenza di un danno erariale, Aeroporti di Puglia provvederà a rivalersi nei confronti di chi materialmente tale danno ha provocato".
Nella nota è spiegato che "Aeroporti di Puglia si è dotata di un nuovo regolamento per il recupero crediti che, entrato a regime, ha portato nel 2014 a un abbattimento del 32% dei crediti in sospeso. La stessa società Biblios (attività commerciale che non avrebbe pagato l’affitto dal 2011, ndr) è sottoposta a un piano di rientro con il quale si sta recuperando parte del credito che negli anni precedenti non era stato riscosso. Ciò vale per la Biblios come per tutti gli altri sub concessionari sottoposti a un costante e rigoroso controllo". Adp precisa poi che in relazione ad alcuni incarichi tecnici, questi sono terminati nel 2012 e a partire da marzo 2013 la società "ha posto una particolare attenzione alla rotazione dei professionisti"

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