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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:44

Bari, la Gdf confisca l'appartamento al boss del San Paolo

Bari, la Gdf confisca l'appartamento al boss del San Paolo
BARI - I Finanzieri del Gico di Bari hanno proceduto al sequestro preventivo di un appartamento per un valore di circa 150 mila euro, nella disponibilità indiretta di MONTANI Leonardo, 40enne barese, figlio di Salvatore e fratello di Andrea detto “Malagnac”, con diversi precedenti per reati di associazione mafiosa, delitti contro la persona ed il patrimonio nonchè reati in materia di sostanze stupefacenti. 
Il provvedimento, disposto dal gip su richiesta della procura, è frutto di una attività investigativa del Gico da cui è emerco che MONTANI, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Bari, ha omesso di comunicare al Nucleo pt di Bari  l’acquisto dell’immobile sottoposto a sequestro, così violando l’obbligo di comunicazione delle variazioni patrimoniali, previsto dal Codice antimafia.

Tale norma, infatti, impone a coloro che siano stati sottoposti, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione, l’obbligo di comunicare per dieci anni, ed entro 30 giorni dal fatto, al Nucleo di Polizia Tributaria del luogo di dimora abituale, tutte le variazioni del patrimonio di valore superiore a 10.329 euro. La violazione di tale obbligo comporta la confisca dei beni acquistati o del relativo corrispettivo (in caso di successiva alienazione), oltre alla reclusione da due a sei anni. Leonardo Montani, risulta esponente di spicco dell’omonimo clan operante nel quartiere San Paolo di Bari. Il sodalizio rimase coinvolto nell’operazione “Marte” eseguita nei confronti di esponenti dei clan “Laraspata” e “Montani”. I due clan, a partire dal 1993, per affermare la loro egemonia e imporsi sul territorio, scatenarono una vera e propria guerra di mafia contro sodalizi avversi, culminata con 4 omicidi e 16 tentati omicidi. I responsabili furono poi arrestati nel 1998 con il blitz che portò all’arresto di 116 persone tra capi e affiliati, tra cui 9 donne. Montani è libero da circa 5 anni.

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