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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:23

Anziana stuprata e rapinata in casa fermati altri 2 romeni

Anziana stuprata e rapinata in casa fermati altri 2 romeni
BARI – Sono entrati nell’abitazione di una vedova 69enne da una finestra. Hanno immobilizzato la donna su una sedia, le hanno legato i polsi con fili di ferro, l’hanno torturata con scariche elettriche al volto. Alla fine uno di loro l’ha trascinata in camera da letto e, dopo averla tramortita con calci e pugni, l’ha violentata. "Una vera e propria Arancia meccanica" hanno definito i poliziotti della Questura di Bari l’aggressione compiuta il 17 agosto ad una anziana nella sua casa nel quartiere Carbonara. Tre uomini, tutti pregiudicati di nazionalità romena, sono stati fermati dagli agenti e sono in carcere con le accuse di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e, per uno di loro, violenza sessuale.

Stando a quanto raccontato dalla vittima e ricostruito da Volanti e Squadra mobile coordinate dal pm Marco D’Agostino, i tre le avrebbero legato i polsi con fili di ferro immobilizzandola ad una sedia in cucina per poi trascinarla in camera da letto e abusare di lei. Si sarebbero introdotti nella villetta intorno alle 23 di lunedì 17 dopo un sopralluogo fatto circa un’ora prima a bordo di un’auto bianca, ritrovata dalla Polizia alcune ore dopo. Uno di loro, il 26enne Daniel Flavius Tara Lunga, fermato nei giorni scorsi, conosceva la vittima perchè suo fratello aveva assistito come badante il marito defunto della signora. Ed è stata proprio la sua voce, riconosciuta dalla donna, ad incastrare la banda e indirizzare le indagini. Una volta in casa, con i complici Codin Ovidiu Lacatus di 39 anni e Benone Lautaru di 42, pregiudicati romeni senza fissa dimora bloccati nelle ultime ore, avrebbe immobilizzato la signora legandola con fili di ferro. Poi, con calci e pugni su tutto il corpo, scariche elettriche e colpi inferti sul volto con un taser, l’avrebbero tramortita per avere il tempo di portar via dell’abitazione un televisore e 100 euro che la signora aveva nel portafogli. Il 26enne l’avrebbe poi trascinata in camera da letto e brutalmente violentata.

Dopo l’aggressione la vittima ha chiesto aiuto ai vicini che hanno chiamato la Polizia. A 12 ore dal fatto, sulla base delle dichiarazioni della signora, confermate dai video di alcune telecamere della zona e dalle tracce trovate dagli agenti in casa, il 26enne è stato sottoposto a fermo. Sono immediatamente iniziate le attività di ricerca del 39enne, incastrato da un passaporto e una carta d’identità trovati nell’auto. Gli agenti lo hanno rintracciato il 22 agosto nel campo rom di via Tatarella mentre tentava la fuga in compagnia del terzo complice, il 42enne fino a quel momento non identificato, che ha successivamente ammesso ogni responsabilità.

Intervenendo sulla vicenda, il Movimento politico 'Noi con Salvinì ha chiesto al prefetto di Bari "di chiudere tutti i campi rom abusivi e di monitorare costantemente quelli ufficiali" e al ministro Alfano "l'invio di più uomini e mezzi per far fronte alle mille emergenze criminali della nostra regione". Il vicepresidente nazionale del Movimento, Raffaele Volpi, lo ha definito "un gesto disumano e crudele" sottolineando il "silenzio dei tanti buonisti che non hanno speso una parola per l’ennesima vittima dell’accoglienza a tutti i costi".

Propongono invece "castrazione chimica per chi stupra, straniero o italiano che sia" Rossano Sasso e Mauro Giordano, coordinatori regionali di Noi con Salvini-Puglia, i quali hanno organizzato per domani, alle 18 in corso Vittorio Veneto a Carbonara, una manifestazione di solidarietà alla vittima "per dire tutti insieme mafiosi rom e clandestini in galera e fuori dai confini".

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