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Sabato 18 Novembre 2017 | 13:15

Bari, camionista rivela «Sui Tir sniffiamo per guidare senza sosta»

Bari, camionista rivela «Sui Tir sniffiamo per guidare senza sosta»
VALENTINO SGARAMELLA
BARI - «Certo che c’è chi usa cocaina tra gli autotrasportatori; altrimenti come puoi reggere al volante del camion per tante ore?». Parliamo di trasporto su gomma. Camionisti sfruttati da certe aziende. Gente che dovrebbe stare seduta al volante di un tir per non più di 9 ore al giorno, in realtà costretta a viaggiare quasi di continuo. Pena, il licenziamento.

Giuseppe E. 42 anni solleva il coperchio alla pentola in questa lunga intervista. Ha avviato una causa contro la sua ex azienda dinanzi al Tribunale del lavoro. Ha due figli ed è stato licenziato a maggio scorso. «Ora vivo di speranza», dice.

È vero che qualche suo collega fa uso di sostanze alla guida di tir e camion?
«C’è chi assume sostanze per restare sveglio al posto di guida. Solitamente usano la cocaina perché devi essere sveglio tutta la notte. Voglio essere chiaro: la ditta di spedizioni non impone all’autista di usare sostanze. Quelli se ne fregano, vogliono il risultato. È l’autista che deve trovare il modo per stare sveglio quante più ore possibile. O stai alle regole di questo gioco assurdo o ti licenziano. Io bevo molto caffè e per evitare colpi di sonno e mangio arachidi in continuazione. Qualche mio collega ha un piccolo televisore acceso di notte ma è pericoloso, distoglie l’attenzione dalla strada».

Perché i turni di lavoro sono così faticosi?
«Funziona così. Il nostro contratto nazionale di lavoro prescrive 47 ore di lavoro a settimana. In pratica, non possiamo restare al posto di guida più di 9 ore e 20 minuti al giorno. Se la Polizia stradale rileva dal crono-tachigrafo montato sul camion che abbiamo sforato le 9 ore e 20 minuti scatta la multa. E multano noi, non l’azienda. In realtà, noi lavoriamo per molte più ore. Qualche titolari pretende che noi partecipiamo anche al carico e scarico delle merci, al lavaggio del mezzo, alle riparazioni dal meccanico. La legge vieta all’autista di effettuare carico e scarico merci perché quel lasso di tempo lo sfrutti per riposare».

Se l’autista si ribella cosa succede?
«Per il solo fatto di essermi iscritto al sindacato mi hanno reso la vita impossibile per 3 anni. Alla fine mi hanno condotto al licenziamento. Su 350 dipendenti ne mandarono in cassa integrazione 18 per un anno, tutti iscritti al sindacato. A maggio scorso con una scusa banale mi hanno licenziato. Io partivo la domenica sera e rientravo a casa il sabato mattina successivo. Alla fine lavori 24 ore su 24 perché certe aziende ti obbligano a fare così. Se hai concluso la tua giornata di lavoro, secondo loro tu devi essere immediatamente operativo».

Ma lei riposava dopo un viaggio prima di ripartire?
«Io salivo sul camion alle 7 del mattino e smontavo alle 20, in modo ininterrotto. Se l’azienda ha un altro viaggio da affidarti, non frega se sei reduce da 13 ore di lavoro. Ti dicono chiaro e tondo: o ti prepari per un altro viaggio o peggio per te. Se c’è da partire subito devi farlo. Se ti rifiuti prima o poi la sconti».

Ma anche ad altri suoi colleghi sono successe queste cose?
«Un mio giovane collega è partito una sera col camion. Dopo un viaggio durato una notte termina alle 8 del mattino. Anziché farlo riposare gli impongono di portare il mezzo in officina e attendere fino all’avvenuta riparazione. Il mio collega è costretto, quindi, dopo una notte di lavoro, a stare in officina fino alle 17. Non riposa ma non può nemmeno pranzare. Alle 17, l’azienda gli comunica che alle 23 deve ripartire perché alle 8 del giorno seguente deve trovarsi a Bologna. Il mio collega si rifiuta. Il titolare lo affronta e gli dice: prendi la tua roba e vattene, sparisci. Dopo l’intervento del sindacato, l’azienda risponde che l’autista non si era presentato al lavoro, esibisce una serie di contestazioni per poi licenziarlo due mesi fa».

Quanto guadagna ogni mese?
«Per contratto, lo stipendio lordo è di 1604,37 euro al mese. Bisogna aggiungere aumenti legati a scatti di anzianità, contratti integrativi ma parliamo di poche decine di euro, 1.700 al mese».

E se dovesse subire una rapina al tir?
«L’azienda potrebbe accusarti di essere complice delle bande di malviventi. Un nostro collega ha viaggiato tutta la giornata e poi ininterrottamente fino alle 3 del mattino. Si ferma a Cerignola per 3 ore di sonno. Viene derubato mentre riposa dinanzi ad un autogrill. L’azienda lo ha licenziato. Tuttavia non hanno tenuto conto che il collega in una precedente occasione a Napoli, pur di salvare un carico, ebbe uno scontro coi rapinatori che gli spararono».

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