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Martedì 21 Novembre 2017 | 03:45

Lei lo fa eccitare in webcam poi tenta di estorcergli soldi «1.500 euro o diffondo il video»

Lei lo fa eccitare in webcam poi tenta di estorcergli soldi «1.500 euro o diffondo il video»
di Eustachio Cazzorla

MONOPOLI - Da amica-confidente di un social network a ricattatrice via web. Trappola informatica per un giovane di una cittadina limitrofa che è riuscito a venire fuori da una vicenda di ricatto e sesso grazie all’aiuto e alle indagini degli agenti del commissariato di pubblica sicurezza, diretto dal vicequestore Fabio Caprio.La storia è di qualche giorno fa ma si è appresa ieri.

L’uomo naviga in internet quando s’imbatte nella richiesta di amicizia virtuale di una giovane donna. Il clic col mouse sul «sì» di lì a poco si tramuta nell’anticamera dell’inferno informatico.

Ecco quanto sarebbe emerso dalle indagini dei poliziotti. La donna, dopo avere riscontrato l’accettazione della sua richiesta di amicizia, si mostra simpatica e disponibile. Chiede come sta il suo amico informatico, fa complimenti e poi arriva a chiedere di scambiarsi immagini in tempo reale tramite un programma specifico.

L’uomo accetta l’invito di vedere quel personaggio misterioso e in diretta gli si para davanti al monitor del computer una graziosa ragazzina. Dapprima lo scambio di commenti in diretta, con le casse a volume ben alzato, fino a quando lei non decide di iniziare a spogliarsi. Mostra il seno e poi parti più intime. Simula un amplesso fino a chiedere all’uomo che sta dall’altra parte di fare lo stesso, per eccitarla ancora di più. L’altro abbocca al tranello. Si spoglia e comincia a eseguire gli ordini della giovane donna.

Dopo qualche minuto lo schermo scompare e un messaggio scritto sul social network dove si erano conosciuti in pratica diventa una minaccia per la vittima di questo raggiro.

In concreto, la donna rivela che le effusioni dell’uomo sono state registrate e che presto verranno inviate a tutti i suoi contatti e amici del social network facendolo morire di vergogna. A salvarlo solo il bonifico di 1.500 euro su un conto corrente di una banca estera.

Di qui il via libera alle indagini degli agenti del commissariato.

Agli investigatori basta solo qualche ora per capire che la donna si trova all’estero e che chatta con le sue «vittime» tramite una complicata serie di server irragiungibili perché connessi tra loro come scatole cinesi.

L’azione della donna è stata in parte neutralizzata. La vittima, insomma l’uomo ricattato, ha presentato denuncia e riflettutto come un’amica virtuale nel giro di un paio di minuti possa essere diventata una canaglia reale.

Questo il potere recondito del mezzo telematico e di internet, capace di abbreviare in un secondo le distanze fra carnefici e vittime, tra inventori di truffe belle e buone e malcapitati che potrebbero abboccare, complice magari il loro «analfabetismo informatico».

L’uomo non ha pagato la cifra richiesta ed è stato invitato a essere più cauto quando ha un approccio con sconosciuti in internet.

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