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Sabato 18 Novembre 2017 | 00:14

Tassa sui rifiuti, evasione da 55 milioni da settembre caccia ai furbetti a Bari

Tassa sui rifiuti, evasione da 55 milioni da settembre caccia ai furbetti a Bari
di Ninni Perchiazzi

BARI - Lotta all'evasione, il Comune corre ai ripari. Entra nel vivo la caccia ai numerosi titolari di attività economiche (negozi, bar, ristoranti) che negli ultimi tre anni hanno omesso di pagare la tassa rifiuti. A settembre partiranno ben 32mila inviti bonari di pagamento, anteprima dell’emissione di vere e proprie cartelle esattoriali con annessi interessi e sanzioni. La campagna di recupero si svolgerà sulla falsariga di quanto avvenuto a febbraio con le utenze domestiche.cifre mostruose In ballo c'è il recupero di oltre 55 milioni di euro per il solo triennio 2012-14, comprese anche le cosiddette utenze domestiche. Una cifra ingente che quasi raddoppia sfiorando i 100 milioni andando ancora più indietro negli anni, sempre e solo con riferimento al tributo sull’immondizia declinato in tutti i suoi acronimi (Tarsu, Tares, Tari).

Moroso un barese su tre  -Il problema venuto a galla in tutta la sua gravità durante la stesura degli ultimi bilanci comunali mette in evidenza un dato alquanto allarmante: un terzo dei baresi negli ultimi tre anni non ha potuto o non ha voluto pagare il tributo comunale per la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia, costringendo l’amministrazione a mettere mano alla cassa municipale per anticipare l’importo del contratto di servizio con l’Amiu. In pratica il Comune del capoluogo deve fare i conti con una percentuale di mancata riscossione della tassa superiore al 30 per cento a fronte della media nazionale del 18 per cento.

Operatori economici - Una situazione ormai non più sostenibile che il il sindaco Antonio Decaro di concerto col direttore generale del Comune, Davide Pellegrino e i funzionari responsabili ha deciso di affrontare di petto. Ecco quindi, il secondo atto della lotta alla morosità - a febbraio sono stati circa 20mila gli utenti domestici ad essere sollecitati a mettersi in regola col pagamento della Tarsu 2012 -, adesso i riflettori sono puntati sulle attività economiche con ben 31.925 posizioni irregolari per Tarsu, Tares e Tari per un complesso di 42,3 milioni nel triennio 2012-‘14. Con ogni probabilità non ci saranno altrettanti evasori quanti il numero delle cartelle, a causa della presenza di posizioni multiple relative al medesimo contribuente (un utente può essere destinatario di più cartelle). Come detto, in gran parte, ad essere in difetto col Fisco sono le utenze relative agli operatori economici, che valgono più della metà dell’intero tributo.In particolare, la morosità riguarda 6.500 posizioni nel 2102 per un totale di 12 milioni di mancato incasso, a cui si sommano le 16mila del 2013 (15 milioni evasi) e le 9mila dello scorso anno (14,8 milioni).

Utenze domestiche - A completare il coacervo di cartelle inviate e mai pagate, sempre negli ultimi tre anni, sono circa 50mila utenze domestiche pari a un mancato incasso di 9,8 milioni. Per il 2012 gli «irregolari» sono già iscritti a ruolo ad eccezione di utenze domestiche 2013 e 2014, per le quali gli avvisi bonari partiranno nei prossimi mesi. Quindi restano 44mila cartelle attribuibili alle annualità precedenti.

Allineamento - L’invito bonario a mettersi in regola (per chi non lo fosse) concede 60 giorni di tempo dal ricevimento della raccomandata, aggiungendo alla tassa la maggiorazione di 2,01 euro per spese di notifica. E sì, perché anche questa volta ci sarà una parte seppur esigua di contribuenti che pur essendo in regola col pagamento si vedrà recapitare a casa la richiesta di versamento relativa al 2012. Si tratta degli utenti che hanno scelto di pagare attraverso bonifico bancario, poiché le Poste, deputate a trasferire al Comune i dati dei versamenti ricevuti, non recepiscono i pagamenti bancari, facendo risultare inadempienti numerosi contribuenti. Al Comune stimano che i cosiddetti «falsi positivi» (coloro che sono in regola ma non risultano esserlo) siano pari al 5%. Il problema di allineamento riguarderà il tributo relativo al 2012, mentre nel 2013 e 2014 tutto dovrebbe corrispondere. L’amministrazione comunale chiede quindi ai cittadini di verificare i documenti in loro possesso, muovendosi per tempo, in modo da evitare code e disagi.

Cambio di rotta - A Palazzo di Città, proprio alla luce della situazione venuta inaspettatamente a galla, si sta meditando di agire per recuperare le ingenti somme, ma anche di mutare il sistema dì riscossione, utilizzando sistemi più efficaci degli attuali (ma non c’è il pericolo di un ritorno di Equitalia). Intanto, trattandosi in molti casi di importi cospicui, verrà concessa ai contribuenti la possibilità di rateizzare i pagamenti, nonostante sia relativamente urgente far rientrare nelle casse municipali le somme anticipate, che solo nell’ultimo triennio corrispondono quasi all’importo di un anno di contratto con l’Amiu (63 milioni).

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