Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 21:33

Il Locus fa boom: 50.000 presenze Locorotondo e le frontiere della musica

Il Locus fa boom: 50.000 presenze  Locorotondo e le frontiere della musica
di NICOLA DELMARCO

LOCOROTONDO - Con uno straordinario e grande show visivo fatto di colori e immagini proiettati sui muri delle case della città di Locorotondo si è conclusa la più importante e imponente edizione del Locus Festival: 50.000 presenze in otto serate più eventi collaterali. Un’undicesima edizione che dal 24 luglio al 10 agosto scorsi ha ospitato artisti come George Clinton, leader dei Parliament e Funkadelic negli Anni ‘70-‘80 e mito della black music; Sly Dunbar & Robbie Shakespeare, leggendaria sezione ritmica giamaicana, uno dei pionieri del cosiddetto nu jazz, il trombettista norvegese Nils Petter Molvaer; Robert Glasper, tra i pianisti più ricercati del momento; gli inglesi Lamb, pionieri del trip hop; Bilal, a cavallo tra soul e hip-hop; Nils Frahm; Orlando Julius & Heliocentrics; Dj Solal dei Gotan Project. Tutto questo abbinato a un gruppo di talenti italiani e, soprattutto, pugliesi come Serena Brancale, Vince Abbracciante e Mirko Signorile. Immancabili anche dj set, presentazioni di libri e incontri segnato dalla presenza del critico e scrittore americano Ashley Khan.

«Dopo essere partiti nel 2005 con un festival prettamente e quasi del tutto focalizzato intorno al jazz – precisano Gianni Buttiglione e Ninni Laterza, direttori artistici del festival -, siamo arrivati con quest’ultima edizione a coronare quasi completamente quello che era il nostro obiettivo: far diventare il Locus nel corso degli anni una manifestazione di musica di qualità e trasversale, che è un po’ nello spirito di quello che è stato il punto di riferimento nello svolgere questa attività, il Montreaux jazz festival».

L’edizione 2015 è iniziata nel primo weekend con la black music che, in qualche modo, è la matrice che caratterizza più di tutte ormai da anni il festival. Continuando nel secondo fine settimana con la superstar vivente della musica funk, George Clinton e, poi, con Sly & Robbie, Lamb, Nils Frahm e Orlando Julius. «Abbiamo chiuso il cerchio – proseguono i due direttori-, passando dal Dub alla sperimentazione fino a chiudere con l’Afrobeat».

Intorno a tutto questo, il festival ha proposto la musica elettronica, al Mavù con L’Elita summer session, in cui hanno suonato i migliori producer italiani del momento, arricchendo altre location in giro per la città. Luoghi in cui è stato proposto jazz, ma anche valorizzato artisti pugliesi e organizzato anche delle conferenze interessanti, in primis con il giornalista americano, Grammy Award Ashley Khan.

«Come ci confermava Robert Glasper durante un incontro in cui abbiamo fatto un punto sullo stato della black music a livello mondiale – proseguono i due direttori artistici-, crediamo di avere dato spazio, tra lui, Bilal e Clinton, a tre grandi personaggi. Un’altra cosa che ci inorgoglisce, è che molti degli artisti da noi scelti per questa edizione, hanno calcato i palchi dei migliori festival del mondo: in tanti arrivavano o ripartivano per i prestigiosi festival come Montreaux, North Sea o Umbria Jazz». Infine, i due direttori artistici rivolgono uno sguardo verso il futuro del Locus Festival. «Cercheremo ancora di più di aprirci ad altre frontiere musicali, ci piacerebbe cominciare a proporre qualcosa attinente alla nuova scena mondiale, in particolare quella americana, che gira intorno all’alternative e indie rock. Per il resto continueremo a essere sempre più trasversali, cercando sempre di migliorare tutti gli aspetti organizzativi». Il Locus Festival è organizzato da Bass Culture e il Comune di Locorotondo, con il sostegno dell’Unione Europea e della Regione Puglia, nonché di importanti sponsor privati.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione