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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:20

Tra lupi e cinghiali è allarme sulla Murgia Sos da agricoltori lucani «invasi»

Tra lupi e cinghiali è allarme sulla Murgia Sos da agricoltori lucani «invasi»
di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - Francesco Martiradonna, il responsabile delle Guardie ecologiche ambientali della Organizzazione Verde naturalista federiciana (Protezione civile) di Andria, ha (ri)lanciato l’allarme: “Sul - la Murgia ci sono branchi di cinghiali e di lupi. La situazione va monitorata e tenuta sotto controllo affinché non si verifichino problemi”.
Problemi, in realtà, che secondo quanto raccontato proprio da Martiradonna, già ci sono. “La famiglia Magno della masseria Pozzacchera – ha spiegato il responsabile dell’Organizzazione Verde – ci ha contattato in quanto gli animali della masseria sono stati nuovamente attaccati dai lupi. Nuovamente in quanto in precedenza un branco di lupi aveva una volta assalito alcune pecore del gregge e u n’altra volta aveva attaccato due pony, madre e figlio”.

Martiradonna ha proseguito il racconto di quello che è avvenuto alla masseria Pozzacchera: “Questa volta, invece, i lupi hanno attacco un’asina ed un puledro di asino. Differenti le modalità dell’assalto. L’asina è stata attaccata nei pressi della masseria, sino a quando non è caduta a terra e ne è poi rimasta la carcassa. Il puledro di asino, invece, è stato inseguito dai lupi facendo prendere all’animale una direzione ben precisa. E’ la tattica che i lupi utilizzano per far giungere la preda nei pressi dove sono i loro cuccioli. E’ evidente che bisogna porre attenzione a questa situazione soprattutto a tutela di chi, come nella masseria Pozzacchera, ha animali che liberamente pascolano nell’aia”.

Martiradonna ha poi (ri)sollevato un’altra questione. Quella dei cinghiali: “Branchi di cinghiali si muovono sulla Murgia e questo può far nascere problemi anche agli automobilisti. Ne abbiamo avvistato uno particolarmente numeroso ed aggressivo nella zona di Finizio. Riteniamo che la Murgia debba essere controllata e monitorata soprattutto perché molte zone fanno parte del Parco nazionale del territorio”.

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