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Lunedì 20 Novembre 2017 | 10:28

Nel sud-barese stop a crisi della pesca grazie all’itti-turismo

Nel sud-barese stop a crisi della pesca grazie all’itti-turismo
MOLA DI BARI - Uscire dalla crisi della pesca si può. La sofferenza del mercato, i nuovi balzelli normativi comunitari e nazionali che mettono a repentaglio una fetta consistente dell’intero fatturato del settore, «prodotto» dalle marinerie del Barese, impongono radicali cambiamenti all’industria del mare. Il Sud Est Barese non vuole farsi cogliere impreparato e per questo con il suo Gac (il Gruppo di azione costiera denominato Mare degli ulivi, costituito da soggetti privati e pubblici portatori di interessi comuni della fascia costiera compresa tra Mola, Monopoli, Polignano e Fasano) è impegnato in azioni di sostegno allo sviluppo del settore e di miglioramento della qualità della vita nelle zone di pesca.

Importanti interventi sono previsti dal bando pubblicato ieri (le domande scadono il 15 settembre) a sostegno di «investimenti nei settori del pesca-turismo e dell’itti-turismo» rivolto a tutti i soggetti del settore (marinerie, cooperative, enti pubblici) che operano nei comuni del Gac. «In realtà si tratta di riapertura dei termini - spiega il presidente Pierantonio Munno - per la presentazione di domande per la richiesta di aiuti economici per la realizzazione di investimenti relativi a iniziative di pesca-turismo e itti-turismo».

Il contributo ammesso, per entrambe le «misure», non potrà superare la quota del 70 per cento della spesa totale ammessa dell’investimento, con la partecipazione privata di una quota non inferiore al 30%. Ogni proposta progettuale potrà prevedere, per l’itti-turi - smo, un costo totale compreso tra un minimo di 10mila e un massimo di 50mila euro, mentre per il pesca-turismo, un costo totale compreso fra un minimo di 5mila e un massimo di 35mila euro. In definitiva, una buona opportunità per gli addetti del settore. «L’obiettivo dell’azione – informano dal Gac, impegnato in un tour divulgativo dei bandi che ha avuto Monopoli come prima tappa con la conferenza di sviluppo tenuta a Palazzo di città - è organizzare una rete di servizi strutturati, favorire il coinvolgimento delle comunità di pesca e sostenere una destagionalizzazione dei flussi turistici con un’offerta variegata».

L’azione proposta prevede finanziamenti rivolti alla «creazione di percorsi turistici e culturali strutturati all’interno del territorio che favoriscano il mondo della pesca, i suoi sapori, le sue storie e la sua cultura; la creazione di luoghi da adibirsi a punti di sosta e ristoro; lo sviluppo di servizi integrati con il territorio fra pesca e turismo». Sarà possibile, con questi finanziamenti comunitari, qualificare anche i porti pescherecci, i porti turistici, gli approdi, i punti di sbarco attraverso interventi di recupero e di adeguamento strutturale di immobili o di aree pubbliche. Previsti anche sostegni per la realizzazione di itinerari che colleghino aree rurali alle comunità costiere dedite alla pesca e progetti che prevedano lo sviluppo di servizi turistici e culturali. Disponibili inoltre finanziamenti per l’acquisto di attrezzature e servizi funzionali agli interventi proposti. [red.cro.]

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