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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:12

Funzionario al sindaco di Bari «Fermate l’assessore mi perseguita con i suoi sms»

Funzionario al sindaco di Bari «Fermate l’assessore mi perseguita con i suoi sms»
di Francesco Petruzzelli

BARI - Lui, l’assessore fin troppo zelante e capace di inviare più messaggini di testo al giorno per chiedere informazioni e girare segnalazioni sui disservizi della pubblica illuminazione. L’altro, il funzionario comunale, stanco di quelle che considera continue violazioni della privacy e di quei messaggini che, soprattutto nella fascia notturna (non potrebbe essere diversamente trattandosi di pali dell’illuminazione stradale) disturbano il riposo mettendo a repentaglio la sua «serenità lavorativa e personale».

E così il caso finisce sulla scrivania del sindaco Antonio Decaro. Succede al Comune di Bari ai tempi della comunicazione istituzionale. Niente Whatsapp o Facebook, questa volta la polemica corre sulle bustine, icone degli ormai vecchi messaggini di testo. Protagonisti l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso (foto) e il suo funzionario, il responsabile della posizione organizzativa sugli impianti della pubblica illuminazione, l’ingegner Pasquale Capezzuto. Capezzuto ha perso le staffe e nelle scorse ore ha inviato una nota dettagliata ai vertici di Palazzo di Città e della sua ripartizione: Sotto il titolo «Segnalazione di disturbo alla vita personale da parte dell’assessore Galasso Giuseppe» la lettera tira in ballo l’esponente della giunta Decaro per la sua smania di inviare troppi messaggi e a qualunque ora della sera. Alle 21 e 58 del 6 giugno, così come alle 22 e 49 del primo luglio o venti minuti dopo la mezzanotte del 29 luglio. Orari e tempi messi nero su bianco in un apposito elenco sui contatti degli ultimi due mesi, anche se Capezzuto sottolinea che si tratterebbe di una prassi consolidata di Galasso sin dal primo giorno di insediamento tra i banchi della giunta. Insomma, l’assessore vuole sapere se la città è adeguatamente illuminata e se, in caso di guasti, ci può essere un intervento immediato. E lo fa rivolgendosi non alle ditte, ma al responsabile comunale.

Il modus operandi non piace però al funzionario, anzi lo esaspera tanto da rasentare lo stalking. «La procedura prevede il ricorso a un numero verde attivato – scrive nella nota Capezzuto – e, come è noto, non vi è tra i compiti del direttore dei lavori dell’appalto di manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione ricevere segnalazioni sullo stato degli impianti da terzi per sollecitare interventi riparativi immediati, essendo previsti in capitolato tempi ben definiti di riparazione dei guasti. Né vi può essere – sottolinea – alcun dovere di reperibilità nel caso in specie. E non si comprende pertanto perché l’assessore, assumendo compiti di gestione non propri, investa direttamente un dipendente di compiti lavorativi inesistenti ed anche in orari di riposo lavorativo». La nota si chiude con la possibilità di ricorrere alle autorità giudiziarie nel caso in cui non cessi il «disturbo persecutorio».

L’assessore Galasso – contattato senza messaggino di testo alle ore 14 in pieno riposo pomeridiano – commenta: «Guardi non ne so nulla di questa lettera. Io manderei troppi messaggi, quindi sarei un disturbatore? Ma no, io faccio lo stesso con tutti gli altri dirigenti e impiegati della ripartizione. Con Pino, con Claudio, con Maurizio, con Valeria (Galasso elenca i nomi e cognomi di mezza ripartizione, ndr) proprio per girare le segnalazioni su buche, traffico, impianti. È un lavoro di squadra. E lo faccio spesso su Whatsapp. Anzi, credo che un messaggio sia più discreto rispetto a una telefonata». E avverte ironicamente: «Quindi io dovrei fare causa al sindaco Decaro per tutte le volte che mi cerca e mi contatta a ogni ora del giorno?».

Impossibile, invece, contattare l’altro protagonista. Il telefonino cellulare di Capezzuto è rimasto spento per diverse ore. Con buona pace dei messaggini di Galasso.

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