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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:10

Tasse, a Mola arriva il «baratto» si pagano lavorando per il Comune

Tasse, a Mola arriva il «baratto» si pagano lavorando per il Comune
ANTONIO GALIZIA
MOLA DI BARI - I tributi comunali si potranno pagare lavorando per la collettività. Si chiama «baratto amministrativo» la norma, compresa nell’articolo 24 del decreto «Sblocca Italia» che il Comune intende applicare per offrire ai cittadini in difficoltà la possibilità di sdebitarsi con l’ente. A darne notizia l’assessora al bilancio Francesca Mola, che nel corso della seconda seduta consiliare della nuova legislatura, convocata d’urgenza alle 22,30 di giovedì 30 per l’approvazione delle tariffe Tari (tassa rifiuti), ha evidenziato un dato incredibile: il Comune deve recuperare 1milione 800mila euro di tributi non pagati. Una somma enorme che oltre a far risaltare il problema dell’evasione, rimarca anche le difficoltà di tante famiglie che ridotte in condizioni di povertà non riescono a far fronte ai tributi. Per recuperare queste somme, l’amministrazione comunale ha annunciato che potenzierà l’Ufficio Tributi e praticherà il «baratto amministrativo». «L’articolo 24 del decreto Sblocca Italia – ha spiegato l’assessora – offre ai cittadini che forniscono ore di lavoro e servizi in accordo con l’amministrazione, la possibilità di avere uno sconto sui tributi». Manodopera a progetto, legata da un patto fra pubblico e privato, e sconto sulle tasse in cambio del taglio dell’erba nei giardini, l’imbiancatura di alcune aule delle scuole, piccoli lavori di manutenzione. È quanto accadrà a Mola. Tempi? Quelli necessari per varare il regolamento. Presumibilmente, dunque, entro la fine dell’anno.A tenere banco, tuttavia, è stata la nuova Tari (da recuperare 4milioni 200mila euro del servizio). Che nel 2015 subirà un aumento minimo per le utenze domestiche (una famiglia tipo, con 2 figli a carico e residente in un’abitazione di 100 metri quadri pagherà 30 euro in più). Segno più anche per le attività commerciali, ristorative e per gli esercizi pubblici. «Sono aumenti – ha spiegato l’assessora al bilancio – non determinati da nuove aliquote, che rispecchiano a grandi linee quelle del 2014, bensì dalla necessità di spalmare su tutti i contribuenti il 34 per cento del servizio non fatto pagare un anno fa». Di diverso avviso la minoranza di centrodestra: «Non sappiamo dove esca questo 34% - ha detto Stefano Diperna (Ncd) - visto che da qualche anno la legge impone l’applicazione del 100% del costo del servizio». «Si rifletta piuttosto sull’80% spalmato sulle utenze domestiche e il 20% sulle non domestiche e sulle aliquote imposte alle banche che avranno uno sconto del 29% - ha aggiunto Giuseppe Colonna (AdP) -, sugli alberghi con ristorante che pagheranno meno degli hotel senza ristorante». Polemiche, numeri, percentuali per un provvedimento, passato con 8 degli 11 voti della maggioranza, che di fatto carica le bollette di qualche decina di euro in più da pagare. Decisione che non ha convinto l’opposizione di centrodestra (i 4 consiglieri presenti hanno votato contro) e l’opposizione all’interno del centrosinistra. Le 3 astensioni del consiglieri Pd e di Alberotanza (lista Di Rutigliano), aprono di fatto la prima crisi politica ad appena una settimana dall’insediamento dalla nuova amministrazione. Con questi numeri, infatti, il bilancio di previsione sarebbe a rischio. E il fantasma del «commissario», evocato da Salvatore Ruggiero (lista Di Rutigliano), potrebbe cominciare a materializzarsi.

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