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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:13

Bancarotta, Gianpi Tarantini per 3 giorni evita il carcere

Bancarotta, Gianpi Tarantini per 3 giorni evita il carcere
BARI - Per soli tre giorni Gianpaolo Tarantini eviterà il carcere. Dovrà infatti scontare una pena pari a due anni, 11 mesi e 27 giorni, che gli potrebbe consentire di chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali perchè al di sotto dei tre anni, come prevede la legge. È il risultato della notifica all’imprenditore barese di un "decreto di computo custodia cautelare e delle pene espiate per altro reato".

Nell’atto la Procura di Bari calcola la pena residua che Tarantini deve scontare con riferimento al patteggiamento a tre anni e tre mesi di reclusione nell’ambito del processo per bancarotta fraudolenta della società di famiglia Tecno Hospital. Dalla pena complessiva di 39 mesi, bisogna sottrarre la custodia cautelare preventiva alla quale Tarantini è stato già sottoposto nell’ambito di altri procedimenti penali, pari a complessivi tre mesi e tre giorni. In particolare i due mesi e sette giorni ai domiciliari dal 15 giugno al 21 agosto 2010 per detenzione e cessione di droga (arresto disposto dalla magistratura barese e che è costato all’imprenditore una condanna in primo grado a 2 anni e 2 mesi di reclusione) e i 26 giorni in carcere per estorsione nei confronti di Berlusconi disposti dal Tribunale di Napoli.

Nelle prossime settimane sarà notificato all’imprenditore un altro provvedimento di sospensione dell’esecuzione della pena, sulla base proprio di questo calcolo residuo. A quel punto Tarantini, tramite il suo avvocato, Nicola Quaranta, avrà 30 giorni per chiedere di scontare la condanna con una pena alternativa al carcere. Nei confronti dell’imprenditore barese pendono altri sei processi penali, quattro dei quali (tra cui quello sulle escort) ancora in primo grado e i cui esiti non potrebbero in ogni caso compromettere il beneficio della sospensione.

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