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Giovedì 23 Novembre 2017 | 00:58

«Sindaci ai fornelli», sfida vinta dal padrone di casa

«Sindaci ai fornelli», sfida vinta dal padrone di casa
di VITO MIRIZZI

CAPURSO - Gli uni contro gli altri «armati» di forchette, cucchiai, pentole, padelle e fornelli. Sono i sindaci riunitisi a Capurso per la ormai tradizionale convention gastro-comunale di «Sindaci, ai fornelli!».

Una volta i Comuni si affrontavano sul campo di battaglia. Oggi le contese si risolvono attorno a un tavolo di concertazione. In questo caso, attorno a una tavola imbandita. E se, come ha detto in chiusura di serata Michelangelo Romano, coordinatore del movimento in rete «Mordi la Puglia», sotto la cui egida la manifestazione si è svolta, i sindaci riescono a passare dal «patto di stabilità» al «piatto di stabilità», allora vuol dire che la riuscita del contest è stata perfetta.

«Sindaci ai fornelli», giunto alla terza edizione, è uno degli eventi de «L’Estate della Cultura 2015» di Capurso, il cartellone dell’assessorato alle Politiche culturali guidato da Michele Laricchia, da poco confermato nella squadra amministrativa del rieletto sindaco Francesco Crudele. La manifestazione, ideata da Sandro Romano, gastronomo e presidente dell’associazione «La Compagnia della lunga tavola», vede protagonisti otto primi cittadini e altrettanti grandi chef di Puglia. In formazione da quattro (due sindaci e altrettanti cuochi) debbono preparare un primo piatto con 24 ingredienti (pasta compresa) selezionati dallo stesso Romano e poi, di volta in volta, scelti dai sindaci.

Gli esiti sono stati straordinari. Anche perché la giuria non era di quelle per così dire «normali». Anzi. Da un lato c’erano due esperti come Nazario Biscotti, chef-patron de «Le antiche sere» a Lesina, e Pino De Luca, insegnante e gastronomo. Dall’altro, erano schierate sette donne per sette modi di narrare del buon cibo, del buon bere e del bon vivre: Nunzia Bellomo, Francesca De Leonardis, Titti Dell’Erba, Katia Filannino, Simona Giacobbi, Anna Maria Natalicchio e Kimberlee Monique Phillips. A scombinare le carte, una giuria «popolare», con un uomo e una donna convocati di volta in volta da uno dei sindaci ospiti tra gli spettatori.

Sul palco, insieme alla conduttrice Filly De Caro (della casa editrice Nicholaus), lo stesso Sandro Romano e Luca Catalano. Il presentatore di Radio Puglia ha dovuto tenere a bada gli scatenati esponenti delle quattro squadre delle «Olimpiadi capursesi», che hanno preparato piatti freddi e poi si sono sfidati a colpi di orecchiette prodotte al momento da una batteria di casalinghe.

Il pubblico è stato deliziato dai crostini con la confettura di cipolla degli arenili di Margherita di Savoia prodotta da Salvatore Riontino per il suo «Canneto Beach 2» della cittadina salinara, dalla focaccia barese offerta dal presidente dell’omonimo consorzio Giovanni Di Serio e dal vino della vinicola «Didasca» di Capurso, speziato da percoche di Turi, preparato da Mary Settanni e distribuito da Angela Sifanno, intervenuta in rappresentanza dell’alberghiero «Majorana» di Bari, partner dell’iniziativa.

Ma come è finita la sfida ai fornelli? Stavolta ha vinto il padrone di casa, Francesco Crudele. Per consentirgli di raggiungere l’agognato traguardo, la sorte gli ha affiancato la prima donna a partecipare alla singolar tenzone tra i fuochi della cucina sul palco allestito nei giardini comunali a Capurso: Fiorenza Pascazio, sindaco di Bitetto. I tutor sono stati Daniele Caldarulo (lo chef di «Black and White» a Bari è abbonato al successo capursese) e Giuseppe Panebianco («Hotel Semiramide», Castellana Grotte). Il capolavoro preparato dai quattro dell’Ave Maria può essere così riassunto: tortino di orecchiette e zucchina con bisque bianca di canocchie e scorfano, su vellutata di yogurt e zucchine. Una miscela esplosiva che, secondo indiscrezioni, s’è guadagnato il massimo dei voti dal severissimo duo De Luca-Biscotti.

Ma non da meno sono stati gli altri. Ippazio Turco (chef salentino del «Lemì» di Tricase) e Vincenzo Martinelli, freelance tarantino, insieme ai sindaci di Valenzano, Tonino Lomoro, e Giovinazzo, Tommaso De Palma, si sono adoperati attorno ai cavatelli con farina di ceci neri. La pietanza creata prevedeva come ingredienti «obbligatori» pomodorini, telline, friggitelli croccanti, cime di rapa, confettura di cipolle di Margherita di Savoia. La coppia seniores composta da Bruno Caldarulo (dello storico locale a mare barese «Le terrazze del Santalucia») e Vito Guglielmi («Dal Monaco» a Polignano a Mare) che hanno supportato i sindaci di Cellamare, Michele De Santis, e Palo del Colle, Domenico Conte, con un ardimentoso «maremonti» con i laganari combinati con pesce sciabola, sgombro, funghi cardoncelli, birra (del birrificio «San Nicola» di Bari), cannolicchi e fiori di zucca.

Ad alto tasso di improbabilità anche gli ingredienti lavorati da Emanuele Natalizio (chef de «Il Patriarca», a Bitonto) e Michelangelo Sparapano, uno degli «azzurri» della Nazionale Italiana Cuochi, che hanno operato con i sindaci di Conversano, Giuseppe Lovascio, e Triggiano, Vincenzo De Nicolò: gli strascinati di grano arso (la pasta è stata prodotta dal pastificio «Cardone» di Fasano: è intervenuto il patron Enzo Cardone), combinati con crema di melanzane, ricotta vaccina, polvere di caffè, filetto di palamita (una specie di tonnetto), carciofo e liquirizia.

Sull’affollatissimo palco c’era anche lo chef salinaro Salvatore Riontino, con il ruolo di coordinatore e garante della qualità.

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