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Lunedì 20 Novembre 2017 | 18:14

Puglia, nuova legge sui portaborse per aggirare lo stop alle assunzioni

Puglia, nuova legge sui portaborse per aggirare lo stop alle assunzioni
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI -I missionari, i dipendenti dei gruppi politici che grazie a una vecchia legge ricevevano ogni giorno un buono pasto e il rimborso chilometrico per gli spostamenti da casa, sono già rientrati alle sedi di provenienza, prevalentemente Lecce e Brindisi. Chi oggi entra nel palazzo del Consiglio regionale trova molte stanze vuote, scrivanie sgombre e sente parlare soprattutto con accento barese. Con la nuova legislatura, infatti, i gruppi politici dovranno amministrare un budget anche per le spese di personale: la loro idea sarebbe di assumere i portaborse, ma non sarà così semplice.Una legge approvata nel 2012 ha infatti stabilito che la spesa del personale dei gruppi politici non dovrà superare 42.670 euro per ciascuno dei consiglieri, equivalente al costo di un funzionario di categoria D6: il Pd, che conta 13 consiglieri, avrà ad esempio un budget di circa 550mila euro. In totale, i gruppi politici avranno a disposizione 2,2 milioni l’anno per pagare il proprio personale. Sulla carta il principio è semplice, ma la legge non fornisce alcuna indicazione applicativa. Ecco perché ieri mattina il presidente del Consiglio, Mario Loizzo, ha riunito i capigruppo per decidere come muoversi.

Una lettera del direttore del personale, Mimma Gattulli, aveva infatti posto una serie di paletti. I 44mila euro per consigliere - ha spiegato la Gattulli - sono un limite insuperabile e omnicomprensivo, sottoposto a tutti i limiti che valgono per la spesa del personale. Compreso quello per i contratti a termine (il tetto è pari al 50% della spesa del 2009), tetto che la Regione ha quasi raggiunto. E siccome manca anche il capitolo di spesa ad hoc, gli uffici hanno suggerito ai consiglieri di chiudere l’anno con il personale che già c’è in attesa di modificare il bilancio.

Ma il Consiglio regionale sembra di diverso avviso. E per non incappare in quei limiti vorrebbe sfruttare una legge regionale dell’ottobre 2013 in base a cui i gruppi consiliari sono equiparati ad associazioni private. L’idea è di predisporre una nuova legge copiando quella che ha già fatto la Regione Lombardia: quelli dei portaborse sarebbero in sostanza qualificati come contratti privatistici, stipulati dal capogruppo e legati a un rapporto di tipo fiduciario. In sostanza ciascun capogruppo contrattualizza i propri collaboratori, nella forma che ritiene più opportuna ed a tempo determinato: finita la legislatura, però, si va tutti a casa.

L’idea ha il merito di mettere un minimo d’ordine: non accadrà, come è stato paventato, che ciascun consigliere andrà a caccia di collaboratori a proprio piacimento. A mediare dovrà sempre essere il gruppo. Ma siccome serviranno alcuni mesi, l’orientamento è di concedere una proroga temporanea ai 77 missionari, 2-3 mesi al massimo. Resta da dimostrare che con questo nuovo sistema si ottiene un risparmio, però: i missionari costavano 1,5 milioni l’anno.

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