Cerca

Mercoledì 22 Novembre 2017 | 04:39

La ricetta del Pd per la sanità «Il consiglio delle professioni»

La ricetta del Pd per la sanità «Il consiglio delle professioni»
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Il Pd immagina un Consiglio regionale sanitario formato in prevalenza da medici, senza rappresentanti degli utenti del sistema, con un potere pesante sulle decisioni assunte dalla giunta pugliese. Il governatore, Michele Emiliano, lavora invece su una sorta di ufficio di consulenza, molto più soft, che si riunirà su richiesta del presidente per esprimere pareri sulle questioni più importanti. È la sanità ad inaugurare la fase operativa del governo Emiliano, facendo emergere peraltro una differenza di vedute che dovrà essere appianata.Ieri mattina il gruppo Pd, con le firme del capogruppo Michele Mazzarano e del consigliere Pino Romano che l’ha materialmente predisposta, ha depositato una proposta di legge molto articolata che riprende un tema molto caro all’ex capogruppo. «La proposta era già stata depositata nella scorsa legislatura - spiega infatti Romano - e, per non farmi anticipare dal centrodestra che ci sta lavorando, ho provveduto il prima possibile. Un sistema troppo rigido? Il parere obbligatorio del Consiglio sanitario sugli atti di giunta non è vincolante: serve ad inserire un momento di mediazione, pensiamo ad esempio ai regolamenti. La ratio della proposta è che il mondo delle professioni sanitarie stia dentro il sistema, in una sorta di percorso concertativo: credo che siano mature le condizioni per avere in Puglia il Consiglio delle professioni sanitarie». Si tratta di un Consiglio formato soprattutto da medici: il vicepresidente è uno dei presidenti degli ordini provinciali dei medici, dell’assemblea fanno parte quattro medici della medicina territoriale, quattro ospedalieri, e otto operatori delle professioni sanitarie, oltre che i direttori sanitari delle Asl, delle aziende private, il direttore generale dell’Ares ed il manager dell’assessorato. Dimenticando del tutto le rappresentanze degli utenti del sistema sanitario, che erano al centro dell’idea lanciata da Emiliano in campagna elettorale: quella di affidare a un organismo terzo la scelta dei manager della sanità e la loro valutazione, oltre che quella delle politiche di settore.

Sarà anche per questo che ieri dall’entourage del governatore è arrivato un giudizio, diciamo così, interlocutorio: la proposta di Romano «non è stata discussa nel merito» e, in ogni caso, dovrà essere sottoposta alla concertazione con l’intero gruppo Pd. «Non c’è stata condivisione - fanno sapere dalla presidenza - ma questo atto apre la discussione su un tema importante». «È un punto di partenza - conferma il capogruppo, Michele Mazzarano - che risponde a una esigenza reale di cui dobbiamo farci carico».

Ma, a quanto pare, per inaugurare la stagione delle scelte concertate in sanità Michele Emiliano ha pensato ad un approccio decisamente più soft. Nell’ambito del nuovo modello organizzativo degli uffici, che potrebbe essere pronto già in settimana prossima, è stata infatti inserita la sperimentazione del modello annunciato in campagna elettorale: il Consiglio superiore della sanità «modello Emiliano» si riunirà su richiesta e sarà nominato dallo stesso presidente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione