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Giovedì 23 Novembre 2017 | 01:08

Bari, sos da Policlinico e Di Venere «Ci serve sangue, andate a donare»

Bari, sos da Policlinico e Di Venere «Ci serve sangue, andate a donare»
di Enrica D’Acciò

BARI - Chiuse, per mancanza di sangue, le sale operatorie del Policlinico. Quattro malati di tumore, nei giorni scorsi, sono stati rimandati a casa perchè non c'era sangue a sufficienza per affrontare l’operazione chirurgica già programmata: intervento «rinviato a data da destinarsi». In affanno anche il Di Venere di Carbonara e tutti gli altri centri trasfusionali della provincia. Il Crat il Coordinamento regionale delle attività trasfusionali, conferma: «La carenza di sangue è così grave da compromettere gli interventi chirurgici programmati, con evidenti ripercussioni su tutta l’attività assistenziale ospedaliera». Di qui l’appello dei medici: «Che siate donatori abituali o neofiti, donate!».I numeri dell’emergenza - «Ci troviamo in una situazione di estrema difficoltà per tutti i degenti e non solo», conferma Angelo Ostuni, direttore della banca del sangue del Policlinico. Di norma, spiega Ostuni, il Policlinico ha bisogno fra le 70 e le 80 sacche di sangue al giorno per far fronte al suo fabbisogno ospedaliero. Parte di questo sangue arriva da altri centri trasfusionali della provincia. Da gennaio a giugno sono state registrate diverse donazioni ma, nelle ultime settimane, complice il caldo, la tendenza si è invertita e il numero delle donazioni è cominciato a crollare. «Il Policlinico riesce a garantire le scorte minime, obbligatorie per far fronte alle urgenze e alle emergenze ma non per tutto il resto, come per esempio per le attività chirurgiche programmate».I medici sono tenuti cioè a conservare nelle frigo-emoteche delle riserve da usare per i pazienti che hanno subito, per esempio, degli incidenti stradali o altri gravi traumi e che richiedono, di norma, grandi quantità di sangue. Il resto del sangue, invece, viene utilizzato in modo più razionale in base alle attività programmate. «Purtroppo globuli rossi, piastrine e plasma non si possono produrre in laboratorio», conclude Ostuni «È necessario lo sforzo di tutti».

Il fenomeno non riguarda solo il Policlinico. Disagi all’attività chirurgica sono stati registrati anche al Di Venere e in tutti gli altri ospedali della regione. «Mancano in tutta la Puglia 422 sacche di sangue», precisa Luciano Lorusso, dirigente medico del centro trasfusionale del «Bonomo» di Andria e presidente dell’associazione Avis di Ruvo di Puglia. «Ogni anno in Puglia le associazioni di volontariato che si occupano di sensibilizzare alla raccolta del sangue raccolgono fino a 120 mila sacche di sangue a cui si aggiungono altre 40 mila di chi dona senza far riferimento a nessuna associazione di volontariato. Si tratta di uno sforzo encomiabile, indispensabile ma comunque non sufficiente per far fronte alle necessità della nostra regione. Specie in estate».Niente sangue, interventi rinviati «Abbiamo dovuto rimandare a casa quattro pazienti, affetti da neoplasie», conferma Michele Battaglia, direttore della clinica di urologia e trapianto di rene del policlinico. «Si tratta di interventi non dilazionabili oltre i 30 giorni, “quasi urgenti”, ecco, che avevamo già programmato. Avevamo ricoverato i pazienti, li avevamo già preparati ma il pomeriggio prima dell’intervento un fonogramma ci ha avvisato della carenza di sangue. Niente sangue, niente intervento. I pazienti sono stati rinviati al giorno dopo, poi dopo 4 giorni, poi dimessi e rispediti a casa. Non potranno essere operati fino a quando non ci sarà sangue a sufficienza. Una situazione incresciosa anche per l’ansia, le attese dei pazienti».Come fare per donare «Il centro trasfusionale del Policlinico è aperto tutti i giorni, dalle 7.30 alle 11.30, dal lunedì al sabato», ricorda Ostuni. «A Bari si può donare anche al Di Venere e al San Paolo». In provincia, sono attivi i centri trasfusionali di Molfetta, Monopoli, Putignano e Acquaviva e naturalmente tutte le attività di raccolta sangue esterne, organizzate dalle associazioni di volontariato. «Un appello particolare ai donatori che appartengono ai cosiddetti “gruppi pregiati”», ricorda Battaglia. Urgenza massima per il gruppo 0 positivo.

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