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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:48

Sottrasse soldi da conti correnti a processo funzionario di banca

Sottrasse soldi da conti correnti a processo funzionario di banca
BARI – Si sarebbe appropriato indebitamente di circa 900mila euro dai conti correnti di cinque risparmiatori baresi fingendo investimenti redditizi in BTP. Per i reati di truffa aggravata, appropriazione indebita e falso, il pm della Procura di Bari Bruna Manganelli ha disposto la citazione diretta a giudizio per il 39enne Vincenzo De Feo, ex funzionario di una filiale barese di Banca Apulia. Il processo inizierà il prossimo 12 novembre dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia.

Stando alla ricostruzione fatta dalla Procura, l’uomo nella sua qualità di consulente "addetto alla gestione dei risparmi della clientela con patrimoni medio alti – si legge nel capo d’imputazione – si appropriava indebitamente di cospicue somme di denaro degli ignari clienti e, altresì, si procurava un ingiusto profitto con danno patrimoniale di rilevante gravità ai danni dell’istituto di credito", falsificando anche la documentazione bancaria".

I fatti contestati si riferiscono agli anni 2009-2014. Le prime presunte vittime della truffa sono state nel gennaio 2009 due anziane sorelle ultraottantenni, difese dall’avvocato Valentina Binetti. Il funzionario dell’istituto di credito avrebbe mostrato loro documentazione apparentemente intestata alla banca ma in realtà "fraudolentemente predisposta", facendo credere di aver investito in BTP circa 230mila euro, somma della quale invece si sarebbe appropriato "monetizzandola – spiega la Procura – tramite 23 assegni circolari" che sarebbero poi stati versati sul conto corrente intestato alla sua convivente. Ad un cliente avrebbe sottratto oltre 550mila euro fra maggio 2012 ad agosto 2013.

Avrebbe inoltre aperto conti correnti e libretti intestati "falsamente", scrive il pm, a ignari clienti, sui quali avrebbe fatto transitare le somme di cui indebitamente si sarebbe appropriato per poi trasferirle con bonifici.

A denunciare il funzionario è stato nel febbraio 2014 lo stesso istituto di credito, chiamato a risarcire le presunte vittime per circa 400mila euro complessivi, e quindi danneggiato dalle presunte condotte illecite del proprio dipendente.

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