Cerca

Domenica 19 Novembre 2017 | 19:04

Fiera del Levante, si cambia la gestione a «Bologna fiere»

Fiera del Levante, si cambia la gestione a «Bologna fiere»
di Giuseppe Armenise

Approvato all’unanimità dal Consiglio generale (vi siedono gli enti fondatori) il mandato a redigere il contratto e ad effettuare il confronto per la definizione del passaggio della gestione degli eventi della Fiera del Levante di Bari a un gruppo di acquirenti (in realtà si tratta di una concessione) guidato dalla Camera di commercio di Bari con Bologna fiere e la Fiera di Ferrara. Il piano di salvataggio dell’ente fieristico barese, dunque, procede a vele spiegate.

Ora, un comitato ristretto di esperti guidato dal presidente della Fiera, Ugo Patroni Griffi, metterà nero su bianco i termini dell’accordo in tempi che lo stesso presidente si augura brevi. «Se la concessione non fosse conclusa - spiega - entro l’autunno, non daremmo al concessionario il tempo di organizzare il calendario degli eventi per il 2016». Il passaggio successivo, ovviamente, sarà l’intesa, contratto alla mano, tra concedente e concessionario e l’esame, stavolta definitivo, da parte del Consiglio generale, nel quale siedono tutti i soggetti istituzionali fondatori dell’ente fiera. L’organismo composto dai rappresentanti di Comune di Bari (Lorenzo De Santis, che è anche vicepresidente, Giovanni Pennisi e Sandro Spataro), Città metropolitana di Bari (Roberta Chionno, Andrea Balestrazzi, Domenico Magistro), Regione Puglia (Giuseppe Cascella, Nicola Favia e Sabino Persichella) e Camera di commercio di Bari (il presidente Alessandro Ambrosi con Beniamino Campobasso e Giuseppe Riccardi) è quello a cui spetta l’ultima parola su tutta l’operazione.

L’affidamento sarebbe su base sessantennale e prevederebbe la corresponsione di un canone di concessione di 100mila euro come quota fissa, cui andrebbe ad aggiungersi una quota variabile da conteggiare su base percentuale in funzione dei ricavi o del fatturato. «Qualcuno - spiega il sindaco di Bari, Antonio Decaro - ha obiettato in questi giorni che si tratti di una svendita. E invece io credo che sia una straordinaria occasione per irrobustire il nostro tessuto economico. Vorrei solo ricordare che, con l’operazione alla quale stiamo dando luogo, ottemperiamo alle disposizioni di una norma regionale che ci obbliga a trovare un gestore per i servizi fieristici e insieme a una norma nazionale che prevede il passaggio alla gestione privata degli organizzatori e non delle fiere in sé. Quanto alla convenienza del contratto, abbiamo ottenuto che, a parte l’offerta tecnica, chi vince rende accessibili gli immobili provvedendo alle manutenzioni tanto ordinarie quanto straordinarie».

Una rivoluzione, in sostanza. L’unica possibilità, però, per tenere in vita un soggetto che aveva prodotto solo costi e che da ormai quindici anni era costretto a chiudere in rosso i bilanci. «Nel contratto di gestione - spiega ancora Decaro - abbiamo inserito il divieto di realizzare nuove volumetrie edilizie all’interno del perimetro della fiera. Al limite si potrà demolire per ricostruire. E poi, altra clausola, il gestore assorbirà il personale della Fiera. Ancora, qualora ci fossero utili di gestione, la proprietà pubblica parteciperà in percentuale».

A chi accusa l’ente pubblico di fare un favore ai privati con la «svendita» della Fiera, Decaro, ad una sola voce con Patroni Griffi, rassicura: «Per favore, chiamiamo le cose con il loro nome. Noi eravamo, siamo e rimarremo proprietari degli immobili. Quindi non privatizziamo nulla. Stiamo concedendo la gestione. Non stiamo affittando gli spazi a un call center, ma garantiamo l’organizzazione, nei prossimi 60 anni, di attività fieristiche, che sono di nostro interesse e servono a sviluppare il territorio».

Nel percorso che porta a questa svolta della Fiera del Levante è prevista anche una clausola di salvaguardia per evitare che la Camera di commercio, che è parte attiva tanto del concedente quanto del candidato concessionario, possa entrare in conflitto di interessi. «Si procederà alla modifica dello statuto - spiega Decaro - per sterilizzare la posizione della Camera di commercio ogni qualvolta in Consiglio d’amministrazione si discuterà di argomenti che la riguardano direttamente».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione