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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:31

Mariani all’Autorità portuale commissario per sei mesi

Mariani all’Autorità portuale commissario per sei mesi
di LIA MINTRONE

Franco Mariani sarà commissario dell’Autorità Portuale di Bari per altri sei mesi. La nomina, insieme con le Autorità Portuali di Brindisi e Taranto, è stata firmata dal ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio. Si tratta di una soluzione tampone in attesa che si compia la riforma delle Autorità portuali italiane (che potrebbe essere fatta anche prima della scadenza dei sei mesi, ndr) e che, in Puglia, vedrà l’accorpamento di Bari, Brindisi e Taranto in un unico sistema portuale quasi certamente con Bari capofila.

Di fatto, Mariani, alla guida dell’Autorità portuale dal 2005, con due mandati completi intervallati da due tranche di sei mesi da commissario, lascerà Bari definitivamente entro Natale. Un terzo mandato, per legge, non è possibile.

Presidente Mariani, si sta per concludere la sua lunga mission barese...

«Innanzitutto, voglio ringraziare il ministro Delrio per avermi indicato come commissario, e il presidente Michele Emiliano e il sindaco Antonio Decaro per aver condiviso e supportato la mia nomina. La mia esperienza barese sta per terminare ma posso dire che sono stati dieci bellissimi anni».

Cosa ne pensa di questa riforma che sta per essere varata?

È giusta e indispensabile, anche i porti devono fare sistema. Abbiamo l’esempio di Aeroporti di Puglia dove, appunto, è stata creata una rete tra tutti gli scali pugliesi e che ha dimostrato di essere una formula vincente. I porti non devono essere vissuti in modo localistico, bisogna guardare al mondo e al Mediterraneo con tutte le banchine pugliesi sinergiche tra di loro. In tal senso, spero tanto che la Regione contribuisca a dare un forte impulso».

Cosa cambierà sostanzialmente con la riforma?

«I porti e gli uffici, ovviamente, restano così come il personale, ma verrà nominato un unico presidente di sistema e solo due direttori generali. Allo stato ci sono tre presidenti e tre direttori generali. In fondo, nella mia permanenza qui, ho trasformato l'Autorità da quella di Bari in quella del Levante, con la messa in rete e a sistema anche dei porti di Barletta e Monopoli e tra poco anche quello di Molfetta. In sostanza siamo già in linea con il percorso indicato dal ministero».

I successi di questo suo decennio?

«Sono nel risultato del traffico e del funzionamento del porto dove si è creata una intesa perfetta con le varia istituzioni, Capitaneria, Dogana, Guardia di Finanza e Polizia di Frontiera. Inoltre, e non è un dato da poco, alla crescita dei traffici è corrisposta anche una crescita occupazionale. I porti di Bari e di Salerno sono gli unici del sud Italia ad essersi distinti per vitalità. Basti pensare che venerdì prossimo sarò a Durazzo per l’inaugurazione di un nuovo collegamento tra Bari e l’Albania grazie ai traghetti della compagnia “Grandi Navi Veloci”. Il servizio partirà dal 31 luglio».

A proposito di collegamenti, qual è il bilancio sul fronte crocieristico?

«Abbiamo tenuto e molto bene. Nel prossimo anno arriveranno tre nuove navi della Msc. L’unica criticità è rappresentata da quel che accadrà a Venezia. Se si deciderà che da Canal Grande non potranno più salpare navi, sarà inevitabile una ricaduta, anche forte, sul nostro porto perché le navi che si fermano a Bari partono tutte da Venezia».

Se dovessimo sintetizzare il successo del traffico passeggeri in numeri?

«Potremmo parlare di 200mila passeggeri in più all’anno sul fronte crocieristico. E, poi, non bisogna dimenticare che quello di Bari è l’unico porto che fa container. Nei primi cinque mesi del 2015, abbiamo visto crescere la quota di traffico contenitori del 52,48%. Questo significa che mettiamo in collegamento tutte le industrie manifatturiere della Terra di Bari con il mondo».

Quando finirà il suo periodo da commissario dove andrà?»

«Tornerò a Roma che ho lasciato dieci anni fa per venire a Bari e dove ho una figlia di dieci anni che mi aspetta».

Cosa avrebbe voluto fare che non ha fatto?

«Vedere finita l’ansa di Marisabella, anche se i lavori non dipendevano da me ma dal Provveditorato e dal Ministero. Nonostante le tante battaglie fatte, e di cui son stato protagonista, purtroppo non la vedrò terminata prima di andare via».

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