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Martedì 21 Novembre 2017 | 20:32

Bari, ecco i «furbetti» delle mense scolastiche

Bari, ecco i «furbetti» delle mense scolastiche
di Antonella Fanizzi

Le prime lettere per il recupero dei crediti sono già partite. Cinquanta hanno raggiunto l’indirizzo delle famiglie che hanno dichiarato, attraverso le autocertificazioni, un reddito inferiore a quello reale con l’obiettivo di aggiudicarsi uno sconto, non dovuto, sul ticket. Settanta hanno invece come destinatari i morosi, e cioè quelle famiglie i cui figli dal gennaio 2014 al 31 maggio 2015 hanno pranzato a scuola gratis.

Qualcuno si è già presentato negli uffici della ripartizione Politiche educative e giovanili per cercare la conciliazione, ha ammesso il torto, e ha chiesto di poter rateizzare il debito.

La lotta ai furbetti della mensa scolastica sta dando i primi risultati. «Fra chi ha pagato cifre inferiori a quelle spettanti e chi invece non ha sborsato un euro, la percentuale dei debitori è del 25-30 per cento», spiega l’assessore Paola Romano. E aggiunge: «In base ai calcoli effettuati sulle autocertificazioni, molte delle quali sono risultate non veritiere, avremmo dovuto incassare un milione 434mila euro. Nelle casse comunali mancano, al momento, 234mila euro».

Sono migliaia le famiglie che hanno presentato una dichiarazione dei redditi falsa, perché inferiore ai guadagni e al patrimonio reale, oppure che non hanno mai compilato il modulo di versamento. I nodi però stanno venendo al pettine.

Una famiglia su tre o non ha mai pagato per un servizio a domanda individuale, e quindi a carico del richiedente, oppure si è fatto uno sconto sulla retta. Gli evasori si annidano spesso fra chi conduce una vita dignitosa. Gli iscritti alla refezione sono 9mila, ma le domande finite sotto la lente d’ingrandimento sono sono state 7.700. Di queste, ben 2.500 sono risultate non veritiere.

Il Comune ha avviato una serie di controlli incrociati fra quanto dichiarano gli utenti attraverso le autocertificazioni e l’agenzia delle entrate. Affinchè il problema non si ripeta, da settembre per accedere al servizio bisognerà inviare direttamente il certificato Isee tramite i Caf: non saranno più prese in considerazione le autocertificazioni.

«Persino nella fascia degli esenti - commenta con amarezza Paola Romano - abbiamo trovato chi ha dichiarato il falso. Dei 2.340 bambini che hanno diritto alla refezione gratuita, in 1.700 sono risultati figli di potenziali evasori: queste famiglie avrebbero dovuto pagare un importo, seppur minimo».

Lo stesso discorso vale per le altre fasce di reddito. Fra gli 817 utenti che pagano 1,80 euro a pasto, 257 rientrano nella categoria più alta. Fra coloro che hanno dichiarato di avere un reddito compreso fra i 6mila e i 10mila euro, 321 ne guadagnano di più. Fra i 575 alunni i cui genitori sostengono di avere un reddito compreso fra i 20 e i 30mila euro, 196 hanno attestato il falso.

I morosi si annodano persino fra le famiglie che corrispondono la retta massima: si è scoperto che qualcuno ha debiti persino di 1.200 euro.

Dal Comune è partita la tolleranza zero: di fronte al rifiuto di sanare il pregresso, scatteranno le denunce alla Procura. Per andare incontro ai cittadini in difficoltà, è stato predisposto un piano di ammortamento a rate costanti. Per un debito fino a 500 euro, un massimo di otto rate (reddito fino a 5mila euro), oppure sei (redditi fino a 10mila) oppure tre (reddito fino a 20mila). Se il debito è inferiore a 750 euro, rispettivamente alle fasce di reddito sono previste 10, 8 o 4 rate. Chi ha un debito fra i 750 e i mille euro può ottenere al massimo 12 rate (se il suo reddito è inferiore ai 5mila euro), dieci (reddito fino a 10mila euro) oppure sei rate (reddito fino a 20mila euro). Infine, per un debito superiore a mille euro, massimo 15 rate (fino a 5mila euro di reddito), 12 rate (fino a 10mila), nove rate (fino a 20mila euro di reddito).

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