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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:35

Berlusconi a Bari come testimone si fa il selfie con l'avvocatessa e non risponde alle domande Patrizia D'Addario: cavaliere, mi chieda scusa

Berlusconi a Bari come testimone si fa il selfie con l'avvocatessa e non risponde alle domande  Patrizia D'Addario: cavaliere, mi chieda scusa
BARI – Silvio Berlusconi è arrivato nel palazzo di giustizia di Bari dove è stato citato come testimone nel processo cosiddetto 'escort'. L’ex premier ha da tempo fatto sapere che si avvarrà della facoltà di non rispondere perchè imputato in un procedimento connesso (induzione a mentire in concorso con l’ex direttore de L’Avanti, Valter Lavitola). Sette gli imputati, tra cui l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, accusati di associazione a delinquere per sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione.
Il processo per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione in cui sono imputate sette persone tra cui l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini riguarda le feste organizzate tra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’ex presidente del Consiglio.

Berlusconi è entrato nel palazzo di giustizia passando da un ingresso laterale per evitare la folla di giornalisti, operatori televisivi e curiosi che lo aspettava all’ingresso principale.

L'aula d’udienza è gremita di curiosi oltre che di avvocati. In attesa di entrare in aula Berlusconi si è soffermato per qualche minuto in una sala adiacente con i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto.
Il Cavaliere si è poi affacciato sulla soglia e ha fatto una foto con una avvocatessa e una sua cliente che glielo avevano chiesto.

Silvio Berlusconi ha comunque chiesto di non essere ripreso in aula, come ha chiarito il presidente della Corte Luigi Forleo in apertura di udienza, non è quindi ammesso fare fotografie e riprese video.

MI AVVALGO DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE
"Preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere". Dopo aver fornito le proprie generalità, nome, cognome e residenza, Silvio Berlusconi – come già anticipato – ha detto al presidente Luigi Forleo e ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari di non intendere rispondere alle domande. Citato come testimone nel processo 'escort' in corso a Bari, Berlusconi non è tuttavia un teste puro in quanto imputato in un procedimento connesso, quello per induzione a mentire.
Stando alla ipotesi accusatoria dei magistrati baresi, l’ex premier in concorso con l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, avrebbe indotto Gianpaolo Tarantini a rendere dichiarazioni mendaci ai pm che indagavano sulle escort. Berlusconi si è trattenuto per meno di due minuti nell’aula di giustizia del Tribunale di Bari. Ha detto di aver deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere su consiglio dei suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto.

LA D'ADDARIO ARRIVA TARDI
Patrizia D’Addario è arrivata nel palazzo di giustizia di Bari proprio mentre Silvio Berlusconi, citato come testimone nel processo 'escort', se ne andava da un’uscita laterale dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere. "Sono arrivata tardi apposta – ha detto ai giornalisti all’ingresso Patrizia D’Addario – perchè non volevo incontrarlo". "La mia vita – ha aggiunto la donna – è stata rovinata e questo messaggio glielo invierò in una lettera".
"Avrei così tante cose da dirgli che preferisco non vederlo". Patrizia D’Addario è scoppiata in lacrime alla domanda sul perchè non abbia voluto incontrare Berlusconi. "Io ho solo raccontato la verità rispondendo alle domande di magistrati – ha detto la donna – e invece mi dipingono come la escort che lo ha inguaiato. Ne vogliono fare un santo con l’aureola. Questo non è giusto. Io sono l’unica ad aver subito in tutti questi anni. Non sono una escort – ha concluso Patrizia D’Addario con la voce rotta dal pianto – e ho sempre detto la verità".

LEGALE DI BERLUSCONI: UNO SPRECO DI ENERGIE
"C'è stato un grosso dispendio di energie per un gesto processuale di scarsa utilità, magari consentito sul piano formale ma del tutto inutile dal punto di vista sostanziale". Lo ha detto l’avvocato Francesco Paolo Sisto, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, a proposito della convocazione dell’ex premier come testimone nel processo Escort. Il cavaliere si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere perchè imputato in procedimento connesso, così come i suoi legali avevano da tempo comunicato ai giudici.
"Forse non era il caso di farlo venire apposta - ha aggiunto - con rischi per la incolumità e la sicurezza".

NUOVA UDIENZA IL 24 LUGLIO
Con la rinuncia della Procura alle ultime due testimoni citate, Barbara Guerra e Maristel Polanko, si è conclusa l’udienza del processo 'escort' in corso a Bari.
Il prossimo 24 luglio è previsto l’esame degli imputati. Sono sette le persone a giudizio per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione: l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, suo fratello Claudio, Sabina Beganovic, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Francesca Lana ha fatto sapere che non si sottoporrà all’esame ma renderà dichiarazioni spontanee.
I fatti oggetto del processo sono quelli noti delle ragazze, alcune delle quali escort, portate fra il 2008 e il 2009 alle feste e cene nelle residenze di Silvio Berlusconi, citato come teste e che oggi è stato presente in aula per pochi minuti, giusto il tempo di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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