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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:40

Omicidio D'Ambrosio a Bari arrestati presunti responsabili

Omicidio D'Ambrosio a Bari arrestati presunti responsabili
BARI –Sono Vito Valentino, all’epoca dei fatti 17enne, e Vito Valerio, detto "malavita" di 38 anni, entrambi vicini al clan Strisciuglio, i presunti assassini - arrestati oggi dalla polizia – di Domenico D’Ambrosio, noto come "Palanchetto", freddato in un bar la sera del 23 luglio 2003. Un omicidio, quello di D’Ambrosio, scaturito dal controllo delle piazze di spaccio, da parte degli Strisciuglio, violato dalla vittima, la quale, da poco scarcerata, aveva intrapreso, in autonomia, l’attività di commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Un’indagine archiviata e poi riaperta su richiesta della Squadra Mobile a seguito delle dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia che hanno rafforzato e confermato il quadro accusatorio acquisito con le prime indagini. E a dare conferma alle parole dei collaboratori di giustizia sono stati anche gli esami balistici sulla pistola usata da Vito Valerio per uccidere D’Ambrosio, una Zastava 99 parabellum, con matricola abrasa, sequestrata il 15 settembre 2004, usata nell’ agguato nei confronti di Giorgio Cascella avvenuto il 13 luglio del 2004.

Un agguato il cui autore materiale fu – secondo gli investigatori – Nicola Della Chiesa operaio all’interno di una ditta riconducibile a Marco Valerio padre di Vito già fortemente sospettato dell’omicidio D’Ambrosio. A fare chiarezza su come Della Chiesa si procurò l’arma sono state alcune intercettazioni ambientali in carcere tra l’arrestato e la moglie fornendo, agli inquirenti, indicazioni per il rinvenimento dell’arma.

"Quella pistola è sporca", dice la donna al marito. "Hanno sparato a uno con quella pistola – replica Nicola Della Chiesa – E lo sa Marcuccio? voglio il sostentamento! ? o sennò io me la canto di brutto!". "E' stata una gestazione lunga, – ha detto il questore di Bari Antonio De Iesu – ma cosa positiva è l’arresto di Vito Valentino. Un emergente molto pericoloso nel panorama criminale della città". Valentino, arrestato ieri dalla Polizia mentre, in compagnia dei figli, stava entrando in un noto centro benessere cittadino, era stato scarcerato a marzo scorso dopo 12 anni di carcere per associazione di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti. Per la Polizia è una delle figure apicali del clan Strisciuglio.   

"Fu subito oggetto di attenzione da parte della Squadra Mobile – ha detto il Questore – in quanto, appena scarcerato, era stato subito riconosciuto come un capo indiscusso da un gruppo di persone". A Valentino sarebbero riconducibili anche alcune armi sequestrate ieri al Libertà trovate in un deposito, ex locale di vendita di frutta e verdura, in un’abitazione privata e in una videoteca.

Controlli che hanno permesso di recuperare un vero e proprio arsenale di armi, alcune "giocattolo" da modificare, e di arrestare per detenzione illegale di armi comuni da sparo, anche clandestine, ricettazione e munizionamento vario, Tommaso Panza, di 74 anni ex fruttivendolo incensurato, per la polizia capace di modificare le armi giocattolo, e Stefano Filograsso, di 47 anni, gestore di una videoteca. Nella loro disponibilità la polizia ha rinvenuto 10mila euro, 2 fucili di provenienza furtiva, 5 pistole di cui alcune clandestine, circa 2000 cartucce di vario calibro, 1 giubbotto antiproiettile, vari parti di arma, 6 caricatori e 3 pistole a salve.

De Iesu ha poi fatto riferimento al momento di grande sinergia tra le forze dell’ordine. Un aspetto che dovrebbe dare coraggio ai cittadini e agli imprenditori consolidando, così, il rapporto di fiducia con le forze dell’ordine.

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