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Sabato 18 Novembre 2017 | 00:10

Clan controllava pizzo in cantieri smerciava droga, inquinava tifoseria Circa 40 gli arresti dei Cc a Bari

Clan controllava pizzo in cantieri smerciava droga, inquinava tifoseria Circa 40 gli arresti dei Cc a Bari
BARI - E' in corso dalle prime luci dell'alba una operazione dei Carabinieri con decine di arresti a carico di presunti esponenti del clan mafioso barese degli Strisciuglio. Le indagini hanno ricostruito anni di egemonia e di dominio del clan in settori vitali dell'economia, primo fra tutti il settore edile con la doppia imposizione del pizzo a imprenditori che pur di lavorare tranquilli hanno pagato sia gli Strisciuglio, sia gli uomini del clan Di Cosola; anche il cantiere di una scuola elementare a Palese sarebbe stato oggetto di estorsione.

Alcuni esponenti del clan avrebbero un ruolo di rilievo tra gli ultrà del Bari Calcio e sarebbero stati in grado di estorcere il pizzo agli ambulanti in occasione di recenti concerti musicali di artisti di fama nazionale allo stadio San Nicola. Dall' indagine è inoltre emerso che il clan usava i loculi del cimitero per nascondere armi munizioni: dietro la lapide di un professore morto nel 1962 sono state trovate pistole e munizioni. 
Anche una bomba a mano tipo "ananas" era nella disponibilità del clan, in grado di far saltare in aria un'abitazione o un negozio. I carabinieri hanno anche ricostruito le dinamiche dei riti di affiliazione mutuati dalla camorra campana e bloccati dai fratelli Strisciuglio perché ritenuti troppo pericolosi per la segretezza del clan.

Un ruolo chiave avevano le donne vere e proprie messaggere del clan: aggiornavano i capi in carcere sulle dinamiche di affiliazione, riuscendo a far entrare nelle celle anche la droga.

CIRCA 40 GLI ARRESTI - Sono 40 gli arresti eseguiti all’alba dai carabinieri. Si tratta di esponenti di rilievo del clan barese Strisciuglio alcuni dei quali entrati con 'pass autorita” al concerto di Vasco Rossi che si è tenuto un mese fa a Bari.
Tra i nomi illustri degli arrestati compaiono quelli di Domenico Strusciuglio, capo dell’omonimo clan già detenuto a Novara, Sigismondo Strisciuglio, in carcere a Milano, e quello della moglie di quest’ultimo, Eugenia Prudente, destinata alla sezione femminile del carcere di Lecce.
Dei 40 arrestati, 39 sono finiti in carcere, uno ai domiciliari (un collaboratore di giustizia residente in una località protetta); 9 le persone denunciate a piede libero. 

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